Istituto del turismo: «Niente sede a Sulmona»
Il presidente della Fondazione Its, Di Lodovico: «Le aperture dipendono dal numero di iscritti»
SULMONA. La Fondazione Its (Istituto tecnico superiore) Abruzzo turismo e cultura smentisce le dichiarazioni riguardanti l’apertura di una nuova sede a Sulmona, contrariamente a quanto annunciato dall’assessore Andrea Ramunno. In una nota, la Fondazione ha precisato che non è stata deliberata l’attivazione di alcun corso né la scelta di una sede nella Valle Peligna, apprendendo la notizia esclusivamente a mezzo stampa. Mentre il Comune di Sulmona aveva precedentemente comunicato l’avvio di due corsi biennali all’Istituto Mazara: uno per tecnico superiore per la gestione di strutture turistico-ricettive e l'altro per hospitality manager. Tuttavia, la Fondazione Its ha chiarito che tali decisioni non possono essere prese unilateralmente dall’amministrazione comunale o dall’assessore Ramunno. «La scelta di una sede sul territorio è una questione delicata che deve prioritariamente considerare il benessere degli studenti e dipendere dalle iscrizioni che si registreranno, non da esigenze mediatiche per ottenere primati», ha dichiarato il presidente della Fondazione Its, Erminio Di Lodovico. «Abbiamo un percorso già avviato, un’attività da portare avanti e una governance importante sul territorio. Il nostro obiettivo è operare in modo sinergico e a vantaggio degli studenti, preparando professionisti per il comparto turistico di tutto l’Abruzzo», ha concluso Di Lodovico. Ciò contraddice le premesse fatte dall’assessore Ramunno durante l’ultima seduta del consiglio comunale, in cui era stata approvata la delibera per l’adesione del Comune di Sulmona alla Fondazione Its. Per Andrea Ramunno, invece, la partita non è ancora chiusa ed aspetta la deliberazione dell'assemblea della Fondazione perché, a detta dell'assessore, «ci sono già i documenti che attestano futuri corsi turistici a Sulmona». Critiche sono state sollevate dalla consigliera comunale di opposizione, Teresa Nannarone, che si è astenuta dal votare l’adesione del Comune alla Fondazione, sostenendo che i fondi destinati alla formazione turistica dovrebbero andare ai formatori, «non ai carrozzoni che il giorno dopo ti ridicolizzano». (d.ver.)

