Istituzione Sinfonica, Paravano si dimette

12 Febbraio 2020

L’AQUILA. Giorgio Paravano lascia l'Istituzione Sinfonica Abruzzese. Dopo 32 anni di servizio all'interno del prestigiosissimo ente musicale, di cui venti trascorsi ricoprendo l'incarico di...

L’AQUILA. Giorgio Paravano lascia l'Istituzione Sinfonica Abruzzese. Dopo 32 anni di servizio all'interno del prestigiosissimo ente musicale, di cui venti trascorsi ricoprendo l'incarico di segretario generale, Paravano ha rassegnato le dimissioni, che sono state ratificate dal consiglio di amministrazione.
«C'è un tempo per tutti», ha commentato l'ex segretario dell'Isa, colonna portante dell'Istituzione Sinfonica, noto in città per l'impegno nel panorama culturale e nel sociale, come presidente dell'Associazione L'Aquila per la vita.
Dietro la scelta di lasciare l'Isa, motivi personali, ma anche «ritmi di lavoro troppo serrati», come spiega Paravano, «e una mancata condivisione della gestione dell'Ente. La direzione artistica del maestro Ettore Pellegrino è di assoluto livello, ma per quanto riguarda il consiglio direttivo, era stato promesso, per il bene dell'azienda, un cambio di passo, con l'ingresso di nuova linfa vitale, che potesse essere da stimolo per intercettare nuovi progetti e risorse. Cambio di passo che non c'è stato. E allora, il passo indietro lo faccio io», dice Paravano, che non nasconde «le difficoltà economiche dell'Ente, la burocrazia aumentata a dismisura, che non agevola la programmazione e che stritola persino le istituzioni culturali».
Ma a pesare sulla decisione sono stati, soprattutto «motivi familiari, oltre ad una stanchezza fisica e mentale dovuta a ritmi pressanti. La vita mi ha provato abbondantemente», dice Paravano che, qualche anno fa ha perso prematuramente, per una malattia, prima la figlia Marta, a soli diciassette anni, poi la moglie Maria Teresa.
Ed è a loro che pensa quando, con dolcezza infinita, sussurra: «Si passa la vita a rincorrere professione e lavoro, quello che ci assorbe maggiormente, ma sono altri i valori, quelli affettivi. Voglio trovare un po' di tempo per me e per quel poco che mi resta della mia famiglia». Paravano, che ha anche un'abilitazione da avvocato, non esclude di esercitare la professione: «Si vedrà», conclude, «le priorità, per ora, sono altre».
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