Istituzioni e comitati uniti nel segno del no
L’AQUILA. L’assemblea popolare che si è svolta ieri sera a Paganica è stata promossa dai comitati “No Snam Sulmona”, “AltreMenti Valle Peligna”, 3e32 e Asbuc di Paganica San Gregorio...
L’AQUILA. L’assemblea popolare che si è svolta ieri sera a Paganica è stata promossa dai comitati “No Snam Sulmona”, “AltreMenti Valle Peligna”, 3e32 e Asbuc di Paganica San Gregorio (amministrazione separata dei beni di uso civico).
Tante le presenze sia in rappresentanza delle istituzioni che delle associazioni del territorio.
Le relazioni introduttive sono state del presidente degli Usi civici (Asbuc) di Paganica-San Gregorio Ferdinando Galletti, del rappresentante del comitato 3e32 Mattia Fonzi, di Giovanna Margadonna di “No Snam Sulmona”, del sindaco dimissionario di Sulmona Annamaria Casini, del sottosegretario della giunta regionale Mario Mazzocca, del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, del consigliere provinciale Vincenzo Calvisi. Presenti, tra gli altri, la senatrice del Movimento 5 stelle Enza Blundo, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, il sindaco di Navelli Paolo Federico, il presidente dell’Asbuc di Arischia e consigliere comunale di “Il Passo Possibile” Elia Serpetti, il vicesindaco dell’Aquila Guido Quintino Liris, Enrico Stagnini di Legambiente, la consigliera comunale di “L’Aquila chiama chi ama L’Aquila” Carla Cimoroni, il consigliere comunale di Noi con Salvini Daniele Ferella.
Agli interventi dei relatori ne sono seguiti altri. Tutti hanno messo in evidenza la necessità di creare un coordinamento (su questo, ad esempio, ha insistito molto anche il sindaco dell’Aquila Biondi) che metta insieme tutti coloro che vogliono impegnarsi in prima linea in una battaglia che si annuncia lunga, difficile e dagli esiti non scontati.
Giovanna Margadonna del comitato “No Snam Sulmona” ha rifatto la storia di una vicenda, quella della realizzazione del metanodotto, che non nasce il 22 dicembre scorso ma ha radici lontane e sulla quale tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi decenni hanno avuto parte di responsabilità nel dire sì a un progetto sul quale le popolazioni locali non sono state minimamente coinvolte. (g.p.)
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