Italia Viva di Renzi vira su Babbo: sgambetto al Partito democratico

L’onorevole D’Alessandro: «È un candidato d’esperienza per la città che guarda alle forze riformiste» I Dem avevano indicato Verdecchia. Entrambi gli avvocati non sono disposti a fare un passo indietro
AVEZZANO. Sulla scena politica cittadina irrompe Italia Viva, ma non guarda al Partito democratico: nella sfida elettorale del 20 settembre, il partito dell’ex premier, nonché ex segretario Dem, Matteo Renzi, sarà al fianco dell’avvocato Mario Babbo, candidato a sindaco in corsa sotto le insegne del civismo.
«Ad Avezzano», affermano l’onorevole Camillo D’Alessandro, il coordinatore cittadino Maurizio Pendenza e i provinciali, Paolo Romano e Maria Ciampaglione, «Italia Viva è pronta a fare la sua parte; il blocco, tanto inevitabile quanto necessario, dell’attività politica in città a seguito del commissariamento della giunta guidata da Gabriele De Angelis e quello recente che ha sconvolto il Paese intero a causa del coronavirus, renderà necessari per le prossime amministrative riferimenti seri e competenti permeati da coraggio e determinazione».
Per Italia Viva la figura giusta per la stagione all’insegna del rilancio e, naturalmente per provare a mettere all’angolo i partiti del sovranismo, quindi la Lega e Fd’I, è l’ex colonna dell’Avezzano rugby, con un passato in serie A e nella squadra nazionale.
«Il principio che muove ogni singolo iscritto di Italia Viva», spiegano i quattro, «sta nella consapevolezza di dover avviare un percorso innovativo e di offrire un contribuito di idee confrontandosi con chiunque proponga un programma democratico e riformista contro ogni sovranismo, che sappia battersi per soluzioni concrete su sanità, sicurezza e nuove infrastrutture di collegamento e che potenzi sia le politiche sociali che quelle agricole. Sono proprio i contenuti, le proposte programmatiche e le capacità di tenere assieme le forze civiche e politiche in un’unica proposta che hanno determinato la nostra scelta di appoggiare il progetto civico di Mario Babbo, un candidato che guarda alle forze riformiste, non subisce l’onta di essere stato designato dagli accordi romani, ha un’ottima esperienza amministrativa e un forte radicamento in città. Un giovane esperto, mai arrendevole, tanto da essere stato anche un ottimo rugbista: Italia Viva è orgogliosa di sostenerlo».
Il partito dell’ex presidente del consiglio Renzi, quindi, entra nella frammentata agorà della politica cittadina, dove si profilano numerose coalizioni, al fianco dell’avvocato Babbo che, dopo due consiliature sugli scranni del consiglio comunale, una nella maggioranza e una nella minoranza, ora punta alla poltrona più prestigiosa di Palazzo di città alla guida di un raggruppamento civico.
L’endorsement di Italia Viva a Babbo assomiglia a un primo passo preludio di altre alleanze: resta da capire se con il Partito democratico, dove il segretario provinciale, Francesco Piacente, con in tasca il nome dell’avvocato e ex assessore all’Ambiente, Roberto Verdecchia, sta tessendo la tela con i vari gruppi di centrosinistra e i civici. La virata di Italia Viva crea però imbarazzo nel Pd.
Lo scoglio più arduo da superare, infatti, sarebbe sulla scelta del candidato a sindaco: entrambi gli ex consiglieri, infatti, non sembrano disposti a fare un passo indietro.
A meno che, vista l’aria di implosione nel campo del centrodestra, dove la fuga in avanti della Lega, che ha designato Tiziano Genovesi a candidato sindaco e continua a snobbare i potenziali alleati, non spinga Forza Italia a seguire la strada intrapresa dall’assessore regionale Mauro Febbo a Chieti. Nella città teatina, infatti, l’uomo forte degli azzurri ha preso le distanze dal candidato a sindaco neoleghista, Fabrizio Di Stefano, e sta dialogando con Italia Viva all’interno di un raggruppamento civico.
Schema che potrebbe ripetersi ad Avezzano per la gioia dell’ex segretario Dem: in fondo la scommessa di Renzi va proprio in quella direzione: unire le anime del centrismo moderato e i liberali del centrodestra che non vogliono seguire la via del sovranismo e l’anti-europeismo del duo Salvini-Meloni.
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