Italsacci contrattacca «Nel cementificio regna la trasparenza»

L’azienda replica alle critiche del comitato AternoAria «Il combustibile deriva da un’attenta selezione»
CAGNANO AMITERNO. Nuove polemiche sul cementificio di Cagnano Amiterno. La presa di posizione del comitato AternoAria – che conferma la propria contrarietà all’utilizzo del combustibile Css e richiama l’attenzione sulla sicurezza di cittadini e lavoratori – non è piaciuta alla proprietà, che passa al contrattacco.
«La Cementeria Italsacci di Cagnano Amiterno giudica offensive le dichiarazioni rilasciate da un comitato locale a proposito dell’open day, una manifestazione che ha visto diverse centinaia di persone visitare lo stabilimento in un clima di costruttivo interesse e dialogo. Evidentemente a corto di argomentazioni convincenti per poter criticare l’utilizzo dei Combustibili solidi secondari, che rappresentano una soluzione suggerita dall’Europa e largamente utilizzata soprattutto nelle nazioni del Nord del continente, un comitato locale non ha trovato nulla di meglio da fare che offendere l’impegno con cui gli stessi lavoratori della cementeria hanno voluto mostrare, a chiunque fosse interessato, il cuore dell’impianto, incluso il sistema di ricezione del Css. La visita, effettuata sia con un trenino che a piedi, ha percorso la parte centrale dello stabilimento, quella produttiva, dove avviene anche l’utilizzo del Css. Lo stesso materiale, che deriva da un’attenta selezione dei rifiuti a valle della raccolta differenziata, è stato mostrato a chiunque chiedeva di vederlo, inclusi i giornalisti che hanno potuto documentare anche in diretta sul web ogni momento della visita».
«Le dichiarazioni dei comitati», secondo la proprietà, «offendono un’Azienda, Italsacci, che ha aperto le sua porte a tutte le persone interessate a un confronto leale e aperto, basato su dati di fatto e non su fantomatici “numerosi studi” che non trovano alcun riscontro nelle ricerche effettuate da enti terzi come il Politecnico di Milano. Nessuno si è presentato in cementeria qualificandosi come rappresentante di comitati o associazioni contrari al Css. Evidentemente, non c’è stata alcuna volontà di confrontarsi di persona. Più comodo affidarsi a comunicati o a post sui social senza alcun tipo di confronto. Italsacci e le persone che vi lavorano pensano e agiscono in modo diverso. Ci mettono la faccia, con fierezza e sincera apertura al dialogo».

