Iva non versata, imprenditori assolti

11 Ottobre 2017

Il pm, che ha chiesto un anno di carcere, contestava a Cesare e Massimo Innamorati di non aver pagato mezzo milione al Fisco

L’AQUILA. Alla fine di un processo durato due anni il giudice monocratico, Angelo Caporale, ha assolto con formula piena due noti imprenditori aquilani, Cesare Innamorati e Massimo Innamorati, dall’accusa di non aver pagato mezzo milione di Iva.
L’indagine fu caratterizzata da un eclatante sequestro per equivalente da parte della Guardia di finanza per un valore pari a 500mila euro deciso dall'autorità giudiziaria nei confronti della società che opera da decenni nel settore dell'edilizia.
La misura cautelare arrivò al termine di complessi accertamenti patrimoniali svolti dai finanzieri tesi all'individuazione dei beni riconducibili per un valore pari all'Iva da questi non versata nell'anno d'imposta 2012. L'imposta contestata fu accertata dalla Direzione dell'Agenzia delle Entrate a seguito di specifiche attività ispettive a carico dell’Edilizia srl.
Nel processo che si è concluso nel tardo pomeriggio di lunedì scorso, il pm ha chiesto un anno di reclusione ma il giudice ha scagionato gli imprenditori e ha revocato il sequestro per equivalente. Alla base della decisione di Caporale c’è stato il mutamento dell’orientamento della Corte di Cassazione su una fattispecie simile che ha portato il giudice a ritenere che nel comportamento degli accusati non vi fosse dolo.
In effetti, subito dopo il sequestro, la difesa sostenne che non si trattava di cifre non denunciate ma di somme non pagate in conseguenza di una momentanea difficoltà derivante dalla difficoltà nel recuperare crediti per oltre un milione, anche nei confronti della Regione, alcuni dei quali sono stati fatti nel post-terremoto a ditte che poi sono andate fallite o comunque non hanno saldato i debiti per tempo.
Nel corso del processo gli imprenditori sono stati assistiti dall’avvocato Fabrizio Giancarli.
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