Kaos, la morte del cane diventa un giallo

2 Agosto 2018

Le prime analisi ipotizzano un problema congenito, ma il padrone non ci crede: «Tenuto all’oscuro»

L’AQUILA. Fabiano Ettorre al telefono parla con grande concitazione.
«Quando ho trovato Kaos morto, c’erano tutti i segni di un avvelenamento. Li ho descritti ai veterinari degli “animalisti italiani” che si sono messi a disposizione: anche secondo loro i segni sul corpo erano quelli di un avvelenamento da cuminolo, il componente dei veleni per topi. I veterinari contattati me lo hanno anche messo per iscritto». «Poi, leggendo i giornali», aggiunge, «scopro invece che a uccidere il mio cane Kaos sarebbe stato un infarto. Non dico di no, i veterinari mi hanno però spiegato che nel caso sarebbe un evento molto raro e comunque con esiti esterni diversi da quelli che ho potuto osservare di persona. Gli stessi cani antiveleno arrivati sul posto, pur non trovando delle esche avvelenate, avevano segnalato qualcosa di anomalo proprio in corrispondenza del punto in cui avevo trovato Kaos. Purtroppo, però, io sono stato tenuto all’oscuro su tutto. Non ho potuto vedere il mio povero amico».
Al centro della vicenda il pastore tedesco Kaos di 3 anni e mezzo che faceva parte del nucleo cinofilo di un’associazione di volontariato. Insieme al conduttore, Fabiano Ettorre, che stava per prendere il patentino, veniva comunque già utilizzato per seguire le tracce delle persone nascoste sotto le macerie o scomparse nei boschi. L’animale è stato trovato morto domenica scorsa a Sant’Eusanio Forconese.
«Non ho potuto partecipare alla ricognizione della carcassa», dice, «non ho avuto i reperti delle indagini. Con una pec, e poi con una raccomandata, avevo chiesto che l’esame venisse rinviato di qualche ora in modo da poter essere presente con un consulente di parte. Nessuna risposta. Io non sono un delinquente, ho solo scritto un post in cui me la prendevo con chi aveva ucciso il povero Kaos che era un cane addestrato per salvare vite. Non potevo immaginare che il mio post sarebbe diventato virale. E non ho mai detto che il mio cane è un eroe. Sono ben altri gli eroi. Anzi, solo alcuni hanno usato il termine appropriato, di “angelo con la coda”. Andrò allo Zooprofilattico di Teramo e lo riporterò a casa. Costi quel che costi. Mi dovranno arrestare».
Ora si attendono le mosse del pm.(r.p.)
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