L’Accord Phoenix ora è realtà

Dopo quattro anni di attesa arrivano le firme, ora scatta il piano di riassunzione del personale
L’AQUILA. Dopo quattro anni di attesa, sono arrivate le due firme che sanciscono l’insediamento all’Aquila dell’Accord Phoenix, l’azienda che si occuperà dello smaltimento di rifiuti elettronici, dando lavoro a 128 ex lavoratori del polo elettronico. Ieri pomeriggio, davanti al notaio, il presidente anglo-indiano Ravi Shankar, ha sottoscritto l’atto di acquisizione dello stabilimento di circa 25mila metri quadrati, ceduto dal Comune e dal commissario dell’ex Finmek, Gianluca Vidal. Subito dopo, il socio Francesco Baldarelli ha comunicato la notizia ai sindacati e la voce si è sparsa tra i 200 dipendenti fuoriusciti dalle aziende aquilane del settore che, nel tempo, hanno chiuso i battenti: Finmek, Intercompel, Fida, Cn-System e P&A Service. All’interno dello stabile sorgerà un sito innovativo, dal brevetto unico, annunciato come il più grande in Italia e il secondo in Europa. Un’operazione fortemente voluta dal sindaco Massimo Cialente e dal vicepresidente della Regione, Giovanni Lolli, che hanno seguito in prima persona le trattative, scontrandosi con le resistenze dell’opposizione e con le lungaggini burocratiche, che hanno ritardato l’insediamento. Il progetto, per un investimento complessivo di oltre 38 milioni di euro, è stato finanziato lo scorso maggio da Invitalia con 10,7 milioni provenienti dai fondi Cipe per la ricostruzione. Ora dovranno partire i lavori di adeguamento dello stabile, che ospiterà macchinari all’avanguardia provenienti dalla Germania. I rappresentanti di Fim, Fiom e Uilm sollecitano tempi brevi e sono pronti a sedersi a tavolino, per discutere il piano di riassunzione del personale.
Romana Scopano
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