L’addio di Aielli «Non sono stato qui per fare carriera»

Pubblichiamo una nota del dottor Paolo Aielli in replica a una riflessione di Giustino Parisse, sul sito del Centro, a commento delle dimissioni dello stesso Aielli da capo dell’ufficio speciale per...
Pubblichiamo una nota del dottor Paolo Aielli in replica a una riflessione di Giustino Parisse, sul sito del Centro, a commento delle dimissioni dello stesso Aielli da capo dell’ufficio speciale per la ricostruzione. Aielli andrà a dirigere la Zecca. Parisse parlava di «ricostruzione e carriere fulminanti» accennando ai tanti che sono arrivati nel post-sisma e poi sono andati via guardando più alla propria carriera che agli interessi della città.
di PAOLO AIELLI
Egregio Dottore,
ho letto con profonda amarezza il suo commento sulle mie dimissioni. Non sono venuto all’Aquila per far carriera né ho fatto, per il mio impegno qui, una carriera “fulminante”. A dimostrazione di questo le allego il mio curriculum dal quale può vedere che il mio ultimo incarico è stato quello di amministratore delegato di un’azienda di 7500 persone, con un fatturato annuo di circa 1,3 miliardi e con uno stipendio ben superiore alla pur significativa retribuzione che ho avuto all’Aquila, pari a circa 130 mila euro annui lordi. I risultati di questi due anni, che si innestano in una situazione drammatica del cratere, sono sintetizzati nel comunicato di una pagina che ho diffuso ieri. È poco forse rispetto a quanto il cratere ancora necessita, ma mi sembrano risultati assolutamente significativi rispetto alla situazione che ho trovato a novembre del 2012.
Le persone che hanno lavorato con me e tutti i miei interlocutori, che possono aver condiviso o meno scelte e metodi da me seguiti, mi hanno sempre riconosciuto obiettività, decisioni sempre prese nella difesa dell’interesse generale, coraggio nella assunzione diretta di responsabilità, capacità di gestione, lungimiranza e indipendenza di giudizio come mi pare anche lei riconosca.
Ho avuto diverse proposte da aziende private italiane e straniere prima di venire all’Aquila e durante, ma le ho rifiutate perché volevo prima mettere in moto la macchina della ricostruzione del centro storico, innanzi tutto, definire una chiara programmazione dei fondi, mettere sotto controllo i costi della ricostruzione e capire quanto doveva essere l’impegno dello Stato. Inoltre temi quali: macerie, infrastrutture, alla quali non si era pensato se non per qualche rattoppo della rete idrica, espropri, aiuto alla definizione dei progetti delle scuole o per l’utilizzo del 5% a favore delle imprese, hanno costituito terreni sui quali mi sembra che i miglioramenti siano innegabili. Infine la informo che il mio stipendio rimarrà sostanzialmente lo stesso e continuerò con orgoglio a lavorare direttamente per l’amministrazione dello Stato.
Nessun dubbio sulle capacità professionali e l’onestà intellettuale del dottor Aielli. Non entro nel merito dei risultati da lui ottenuti che a una prima lettura dei dati forniti sembrano ottimi. Capisco l’amarezza anche se le critiche in fondo Le arrivano da un povero scrivano di provincia. Pensi però anche all’amarezza di tanti aquilani che ancora non sanno se e quando la loro casa sarà ricostruita. (g.p.)

