L’aglio rosso vuole la Dop e strizza l’occhio all’Europa

24 Marzo 2017

Confronto aperto tra esperti e produttori di Italia, Francia e Spagna Definite le linee per la denominazione di origine protetta e l’import-export

SULMONA. Italia, Francia e Spagna si incontrano per parlare dell’aglio rosso ma soprattutto per arrivare al marchio Dop (Denominazione di origine protetta), per quello di Sulmona considerato il più originale tra quelli esistenti sul mercato. Organizzato dal ministero delle Politiche agricole e forestali si è svolto ieri nella sala conferenze della Comunità montana di Sulmona un incontro che ha visto i rappresentanti di Italia, Francia e Spagna confrontarsi per tracciare le linee guida con cui arrivare alla tutela del prezioso aglio. Gli argomenti clou della giornata sono stati il bilancio della campagna dello scorso anno nei tre Paesi, le previsioni di raccolta per il 2017, la modifica del regolamento Trq in cui sono tracciate le linee guida per l’import-export dell’aglio nell’Unione Europea con paesi terzi e le questioni fitosanitarie. A rappresentare i produttori dell’aglio rosso di Sulmona il locale consorzio presieduto da Stefania Baldassarre e Vittorio D’Alessandro, responsabile dell’omonima azienda, leader nella produzione dell’aglio rosso di Sulmona. «Il riconoscimento del marchio Dop, che sarebbe un buon incentivo all’estensione del mercato del nostro prodotto, potrebbe arrivare entro quest’anno», ha spiegato Baldassarre, affrontando anche il discorso dei danni provocati dal maltempo che fortunatamente non ha toccato l’aglio rosso. «Nonostante le giornate catastrofiche del mese di gennaio che hanno messo in ginocchio molti agricoltori e falcidiato le produzioni di verdura e di altri prodotti, l’aglio gode di buona salute». Dai dati illustrati è emerso che nell’area peligna circa 110 ettari di terreno sono coltivati ad aglio rosso ed ogni ettaro produce circa 50 quintali di aglio all’anno. Nel suo intervento D’Alessandro ha affrontato l’importante tema della rintracciabilità del prodotto attraverso la costituzione di una ditta sementiera il cui operato è sorvegliato dal Servizio fitosanitario regionale e dal Crea-Scs (Centro di sperimentazione e certificazione delle sementi). «Attraverso questo sistema il consumatore acquista il vero aglio rosso di Sulmona, un prodotto che, con il sistema appena descritto, gode ampia rintracciabilità», ha sottolineato D’Alessandro, produttore leader con 300 tonnellate di aglio rosso all’anno. Ora l’aglio punta al marchio Dop, per estendere il suo mercato che già gode di buoni risultati negli Stati Uniti, in Australia, in Germania e battere l’invasione dalla Cina, rafforzando la commercializzazione del prodotto tipico peligno in Europa. (c.l.)

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