L’allarme dei Confidi: «Bloccati 20 milioni»
L’AQUILA. Dalle 3mila alle 4mila imprese, tra L’Aquila e Teramo, attendono l’erogazione dei fondi Restart per l’accesso al credito. Dieci milioni, di cui quasi 8 disponibili, nelle casse della...
L’AQUILA. Dalle 3mila alle 4mila imprese, tra L’Aquila e Teramo, attendono l’erogazione dei fondi Restart per l’accesso al credito. Dieci milioni, di cui quasi 8 disponibili, nelle casse della Regione, da febbraio scorso. Soldi fermi «per l’inerzia dell’assessorato alle aree interne e cratere, che fa capo a Guido Liris», a cui si aggiungono altri 13 milioni non utilizzati, dei 27 a disposizione dell’Abruzzo, relativi ai fondi europei 2014-2020. Anche in questo caso, si tratta di stanziamenti finalizzati ad agevolare l’accesso al credito delle piccole e medie imprese. I rappresentanti dei 12 Confidi del territorio hanno denunciato «i gravi ritardi accumulati, che stanno minando la stabilità del sistema degli enti di garanzia, con gravissime ripercussioni per le imprese».
Vane le richieste di incontro inoltrate all’assessore Liris e al sindaco, Pierluigi Biondi, «a cui non siamo riusciti a far capire che la gestione dei fondi Restart credito doveva essere fatta all’Aquila».
FONDI BLOCCATI. La fetta di risorse è sostanziosa: 7 milioni 779mila 693 euro, trasferiti dal Cipe alla Regione a febbraio. «Neppure un euro è stato ancora erogato», il grido d’allarme dei Confidi, rappresentati da Antonio Ricci (Italconfidi Teramo- L’Aquila), Luciano Mari Fiamma (Finascom L’Aquila), Flaviano Montebello (Intercredit Teramo), Luigi Gentili (Fincredit Giulianova), Roberto Donatelli (Ascomfidi impresa), Flaviano Cosimati (Coop artigiana Avezzano), Agostino Del Re (Fidimpresa Abruzzo), Barbara Cardelli (Edilconfidi L’Aquila) e Claudio Antonelli (Cooperfidi Avezzano). «La rapidità dell’erogazione era il punto di forza di Restart», hanno detto, «mortificato dall’intervento politico accumulando ritardi che stanno rendendo l’intervento tardivo, vista la delicata situazione delle insolvenze che gli enti di garanzia stanno riscontrando». Ci sono, poi, i 27 milioni dei fondi europei 2014-2020. «La prima tranche da 13 milioni», ha spiegato Mari Fiamma, «è nella disponibilità della Regione, ma giace inutilizzata. Da mesi cerchiamo un incontro con Liris, ma senza successo». Il mondo dei Confidi auspica «un confronto serrato che possa tener conto delle esperienze quarantennali degli operatori» e, in assenza di soluzioni, annuncia «proteste sempre più accese». Critiche anche all’assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, «che ha puntato l’indice contro il proliferare dei Confidi, etichettandoli come poco efficaci nell’azione di mediazione tra imprese e istituti bancari».
IL RUOLO DEI CONFIDI. «Dopo il sisma, la funzione svolta dal sistema Confidi è stata determinante nel supporto economico alle imprese», ha ricordato Mari Fiamma: 2 milioni e mezzo in prestazioni di garanzia, tra il 2010 e il 2018, a circa 15mila imprese delle 35mila associate. Gli 8 milioni Restart darebbero respiro a 3-4mila aziende, sviluppando 120 milioni di finanziamento, in media 40mila euro a impresa».

