L’allarme fu già lanciato dal Pg Mennini

Il magistrato: «Ci sono indagini per contrastare il fondamentalismo». Un caso anche nella Marsica
L’AQUILA. La notizia desta allarme sociale nell’Aquilano visto che il padre dei due marocchini espulsi, N.H., dopo un periodo nella Marsica, si era stabilito a San Gregorio dove, almeno negli ultimi tempi, viveva senza un lavoro. Ma che in Abruzzo ci siano controlli antiterrorismo lo aveva svelato già nello scorso gennaio il procuratore generale, Pietro Mennini, in occasione della cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario. «La Direzione distrettuale», ebbe a dire il magistrato, citando atti a lui forniti dal procuratore della Repubblica dell’Aquila, Michele Renzo, «ha in corso numerose indagini per terrorismo internazionale e assicura l’azione di contrasto anche con intercettazioni preventive. Si tratta di operazioni complesse, per la natura delle condotte investigative e per le caratteristiche degli indagati, in massima parte stranieri, che comunicano in arabo. In questi reati le comunicazioni interpersonali sono esse stesse forma privilegiata di consumazione di reato associativo, sicché la loro intercettazione si pone come primo obiettivo di indagine». Elogiando il lavoro investigativo, il Pg aggiunse come sia stato «sperimentato, con un certo successo, il metodo che punta a seguire le tracce delle rimesse finanziarie a organizzazioni islamiche con basi in territori nevralgici per le organizzazioni terroristiche». Contromisure al terrorismo erano state adottate in Abruzzo già tre anni fa, anche per via della vicinanza con il Vaticano, da sempre obiettivo dei radicalizzati. Si tratta di un protocollo per il dialogo tra la Procura distrettuale antimafia abruzzese, la Procura generale e gli uffici giudiziari sul territorio, con la Direzione nazionale antimafia sul tema del contrasto al terrorismo. Fu siglato alla presenza dell’ex procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti.
Una vicenda simile c’è stata di recente anche nella Marsica. Dove c’è l’ipotesi che un giovane che ha frequentato quell’area possa appartenere a una cellula dell’Isis e per questo viene tuttora ricercato. Si tratta di un nordafricano di 22 anni che per sei mesi ha vissuto in un’abitazione di Avezzano. La polizia giudiziaria dell’Aquila sarebbe sulle sue tracce da diverso tempo. Secondo indiscrezioni, sono in corso accertamenti per capire se ci siano collegamenti del giovane con l’organizzazione jihadista salafita attiva in Siria e Iraq.
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