L’allarme: «Mancano spazi per la cultura»

Lo lancia la Barattelli: siamo preoccupati, l’Auditorium del parco non basta senza il Teatro comunale
L’AQUILA. Nella città che aspira a diventare Capitale della Cultura 2026 mancano gli spazi per concerti e spettacoli. E mentre rischiano di slittare i tempi di riapertura del Teatro comunale, chiuso dal 6 aprile 2009, le istituzioni culturali faticano ad accontentare il pubblico, che è stato sempre attento e numeroso.
La Società aquilana dei concerti “B. Barattelli” ha già chiuso la campagna abbonamenti della 78esima stagione, ma torna a sollecitare attenzione sulla carenza di strutture in grado di ospitare grandi numeri. La disponibilità degli abbonamenti è limitata dai posti presenti nell’Auditorium del parco, unica sala al momento utilizzata dalla Barattelli, considerato anche che il Ridotto del Teatro comunale è sede dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese e della stagione teatrale del Teatro Stabile Abruzzese. «Da un lato siamo felici della risposta del pubblico che in pochi giorni ha esaurito le disponibilità», dichiara la dirigenza della Barattelli, «ma siamo anche preoccupati, perché non potremo fare molta biglietteria e soprattutto non riusciremo ad accontentare le tante richieste. L’Auditorium del Parco», sottolinea, «resta un luogo privilegiato, da curare e da mantenere vivo, anche in funzione di quel che ha rappresentato per la rinascita della città. Bisogna però considerare altre soluzioni per integrare il sistema con sale di dimensioni più grandi, fra i 500 e 1000 posti».
Il direttore artistico della Barattelli Fabrizio Pezzopane, che già sta iniziando a lavorare sul prossimo cartellone, ricorda come «in tempi non troppo lontani la possibilità di utilizzare spazi più capienti, come il Teatro Comunale e l’Auditorium Florio della Guardia di Finanza, consentiva l’articolazione della stagione in modo da poter soddisfare più tipologie di pubblico. Dispiace allestire un programma di livello internazionale come quello proposto quest’anno e non poterlo valorizzare e pubblicizzare per la mancanza di posti. Su questo», conclude quindi Pezzopane, «occorre davvero una approfondita riflessione da parte di tutti». (r.s.)
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