L’alleanza Pd-5 Stelle regge al test Il centrodestra ora fa autocritica

5 Ottobre 2021

La deputata Pezzopane: «L’accordo può cambiare lo scenario in Abruzzo». Più cauta la Di Girolamo (M5S) L’ex parlamentare Pelino: Gerosolimo può recuperare. Federico: Lega primo partito della coalizione

SULMONA . Modello da esportare sì, ma senza fretta. Il risultato del primo turno delle Comunali, con il candidato sindaco del centrosinistra Gianfranco Di Piero in testa verso il ballottaggio con l’omologo dei civici Andrea Gerosolimo, premia l’alleanza Pd-5 Stelle con il contributo delle liste che non hanno un’identificazione partitica. In prospettiva Sulmona diventa un caso abruzzese e per certi versi anche nazionale. Se però i dirigenti Dem puntano sull’estensione dell’intesa, la senatrice pentastellata Gabriella Di Girolamo appare molto più cauta. Anche perché la coalizione civica si prepara alla rimonta.
ESULTANZA PD-CINQUE STELLE
Teresa Nannarone, dirigente sulmonese dei Dem non ha dubbi. «L’alleanza ha funzionato, ma tutta la coalizione è andata bene», osserva, «il Pd è primo partito e questa è un’ulteriore soddisfazione. Aspettiamo il ballottaggio, ma siamo fiduciosi». Il segretario provinciale Dem Francesco Piacente sottolinea il caso Sulmona. «Siamo l’unica federazione in Abruzzo ad aver chiuso l’accordo con i Cinque stelle: abbiamo seminato tanto e l’impegno sta dando frutto. È un risultato molto soddisfacente per il partito e per il candidato. L’alleanza con simboli di partito porta Di Piero a vincere il primo turno, ma il ballottaggio sarà tutta un’altra partita». Per la deputata Pd Stefania Pezzopane il risultato sulmonese rappresenta «una grandissima apertura al futuro». L’analisi è chiara. «I Democratici, oltre a rafforzarsi, hanno creato una coalizione solida. Continueremo per portare alla vittoria Di Piero». Secondo Pezzopane l’esperimento è riuscito. «L’alleanza con i Cinque stelle può cambiare lo scenario politico in Abruzzo», conclude. La soddisfazione è identica nelle file pentastellate. «Abbiamo ricalcato l’idea dell’esperienza nazionale», fa notare Di Girolamo, «c’è stata un’ottima interlocuzione con Pd e liste civiche. Questa però è una realtà particolare. Non avevamo consiglieri uscenti e il Pd ha vissuto una fase di rinnovamento, c’è stato un percorso che ha favorito l’unione anche con liste civiche come Sbic più vicine alle nostre idee». Su possibili esportazioni del modello a livello regionale, dunque, la parlamentare non si sbilancia.
I CIVICI rilanciano la sfida
Sul fronte che sostiene Gerosolimo l’ex deputata ed ex senatrice Paola Pelino, che ha dato l’addio a Forza Italia per sposare la causa del candidato paladino del civismo, non demorde. «Le nostre liste sono andate bene e questa è già una mezza vittoria», rileva, «faremo sforzi immensi per portare Andrea alla vittoria». Pelino è convinta che «il popolo sta con Gerosolimo» e il risultato del primo turno sia frutto di «soliti giochi un po’ meschini che si fanno in politica». Prova ne è, secondo lei, il voto disgiunto per Di Piero. «In tanti di Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia lo hanno votato». Il distacco di Gerosolimo però non è alto. «La forbice è s meno di mille voti», conclude l’ex parlamentare, «si può recuperare».
IL CENTRODESTRA RIFLETTE
La coalizione che ha sostenuto Vittorio Masci, finito terzo e fuori dai giochi, ci deve pensare su. «Prendiamo atto del risultato negativo», afferma l’ex sindaco Fabio Federico, «il centrodestra si è deciso tardissimo e il candidato, per quanto validissimo, ha avuto pochissimo tempo per la campagna». L’analisi è necessaria anche sul «voto incrociato per Di Piero che ci ha penalizzati». Federico sottolinea che il suo partito, la Lega, è il primo della coalizione e indica come positivo «il fatto di aver riportato la discussione sul piano politico, non più da paesetto».
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