L’allievo di Onori: «Gli aquilani hanno un debito con lui»

10 Gennaio 2023

L’AQUILA. «L’Aquila e gli aquilani hanno un debito verso Onori e le istituzioni, l’Ordine, l’Università e la politica devono farsi interpreti e onorare questo debito». In una lettera, il ricordo...

L’AQUILA. «L’Aquila e gli aquilani hanno un debito verso Onori e le istituzioni, l’Ordine, l’Università e la politica devono farsi interpreti e onorare questo debito». In una lettera, il ricordo commosso di Gianfranco Poccia al “maestro”, lo storico medico e docente universitario Luciano Onori, scomparso poco prima di Natale a 86 anni. «Nei necrologi l’affetto e la riconoscenza di tanti, allievi e pazienti, ma c’è ancora altro da ricordare», spiega Poccia, continuando: «Il suo modo di esercitare – di fare clinica – è stato profondamente innovativo. Accanto ad una profonda conoscenza della Medicina interna aveva sviluppato un modo di interrogare il paziente e di praticare un esame obiettivo fino allora sconosciuti in questa città. Si partiva dalla cima dei capelli e si finiva ai piedi. E questo noi imparavamo, riempendo progressivamente di significato l’anamnesi e l’esame fisico del paziente. Ma non si accontentava di questo, perseguiva la diagnosi e la terapia personalmente e fino in fondo, assicurandosi che il paziente e i familiari potessero superare le difficoltà burocratiche, economiche, fisiche che spesso si frappongono a un efficace processo diagnostico e terapeutico». Quindi ancora nella lettera: «In un ambiente medico come quello degli anni ‘70 in una piccola provincia, priva di molte specialità e autoreferenziale, è stato il primo ad inviare pazienti a specialisti di altre città, quando qui non poteva essere fatta una adeguata diagnosi e terapia. Tra i tanti ricordo il filo diretto con la Reumatologia di Pisa o l’Oculistica di Rieti. E questo confronto, pur inviso a molti, contribuì ad arricchire la medicina aquilana. Non poteva permettere che un malato non potesse curarsi. A tale scopo regolarmente organizzava a L’Aquila affollatissimi ambulatori con grandi specialisti di fuori. In tal modo molte persone che non se lo sarebbero mai potuto permettere avevano accesso a consulti medici di elevatissima qualità, gratis e in città».