L’altra faccia dell’opposizione

De Santis: gli emendamenti la via migliore, i cittadini non capirebbero la guerra
L’AQUILA. Una sterzata verso destra o un’opposizione che mostra due volti? Uno, che combatte alzando barricate (vedi Giustino Masciocco, Mdp-Articolo 1, che straccia in aula il programma di governo del sindaco), l’altro moderato e collaborativo, quello di Lelio De Santis (Cambiare Insieme), che presenta nove emendamenti al programma di governo della maggioranza di centrodestra.
STERZATA A DESTRA? C’è chi ha interpretato questa seconda faccia come uno spostamento a destra. «Nulla di tutto questo», sgombra subito il campo Lelio De Santis, che ieri mattina ha tenuto una conferenza stampa proprio per spiegare i suoi emendamenti. «Ho premesso che il programma di governo 2017-2022 del sindaco Pierluigi Biondi e della sua maggioranza, fa schifo. Ma non per questo bisogna fare opposizione a prescindere».
DOPPIA FACCIA. «Doppio volto? Ognuno fa quello che crede», sostiene De Santis. «Io voglio rendermi utile all’amministrazione della città, non alla giunta Biondi. Sarò il guardiano di ciò che faranno. Non sono d’accordo con chi lascia l’aula o vota contro solo per un pregiudizio. Con i miei emendamenti non voglio dare una mano a Biondi. Anzi, lo voglio mettere in difficoltà. Il suo programma è privo di riferimenti. In consiglio ho avuto una posizione fortemente critica nei confronti delle linee programmatiche presentate dal sindaco. Non ci sono proposte precise, non è la città del futuro che ci aspettavamo».
OPPOSITORI DIVISI? «Allora, cosa fare? La guerra – come ha detto che vuole fare qualche mio collega della minoranza – oppure abbandonare l’aula ogni volta, o opporsi a prescindere?», dice De Santis. «Sono convinto che i cittadini non capirebbero questi atteggiamenti. Non dobbiamo modificare il nostro programma di governo che abbiamo presentato in campagna elettorale. Se questo è “vendersi” alla destra, allora....».
IL PROGRAMMA BIONDI. Le linee programmatiche presentate dal sindaco Biondi martedì in consiglio comunale, si dividono in quattro macro aree: identità, inclusione, ricostruzione, sviluppo (vedi tabella in alto).
Per l’identità si parla di scuole sicure; Perdonanza e cultura in generale. L’inclusione riguarda il Disability manager e luoghi di aggregazione e la sicurezza. Per quanto riguarda la ricostruzione post-sisma, un punto fondamentale è il Piano regolatore, vecchio di quasi 40 anni. E la ricostruzione pubblica e delle frazioni. Poi gli indirizzi di sviluppo, i cui capisaldi sono il Gran Sasso e l’utilizzo del 4% dei fondi per la ricostruzione.
GLI EMENDAMENTI. «Sono stati accolti quattro emendamenti dei nove che ho presentato», dice De Santis, «uno sulla Perdonanza: il forum delle città che in qualche maniera hanno un segno di Celestino V, sia in Italia, che all’estero. Lo abbiamo fatto tre anni fa, quando ero assessore, e hanno partecipato 50 città, compresa Parigi, città della Germania, e poi Lecce, Bologna. Questo può essere un grande veicolo turistico. Poi la Cultura: occorre un albo delle Associazioni, per una ripartizione trasparente dei contributi e controllare come vengono spesi i soldi. E ancora: le aziende municipalizzate, come il Centro turistico, con un monitoraggio della situazione finanziaria. Infine la mobilità e i parcheggi: nel programma del sindaco non si indica neppure un punto della città dove fare i parcheggi. Ne occorre uno subito come scambio auto-bus all’Aquila Ovest, per eliminare quello scandalo, pericoloso e degradante, da terzo mondo, a Quaianni. Il proprietario del terreno di fronte è disponibile, quindi non si capisce cosa si stia aspettando». Due emendamenti sono stati trasformati in mozioni, vuol dire non inseriti nel programma, ma su cui c’è l’impegno della giunta. E sono il debito del Comune per i consumi del Progetto Case (circa 10 milioni) e la rotazione dei dirigenti comunali. «Devono presentare la dichiarazione patrimoniale», conclude De Santis.
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