L’altra opposizione Così il Passo Possibile fa la sua proposta

Il movimento che fa capo a Di Benedetto si struttura «Progetto Case e Centro turistico, ecco le nostre soluzioni»
L’AQUILA. «Siamo qui per metterci a disposizione della città, proponendo idee e strategie per far muovere una macchina amministrativa tutt’altro che facile da manovrare».
Con queste parole, il consigliere regionale e comunale Americo Di Benedetto ha rilanciato il lavoro dell’associazione civica “Il Passo Possibile”, in una conferenza stampa nella sede di via Verdi. Un’associazione che continua a strutturarsi grazie a un organigramma declinato in vari settori operativi. Accanto a Fabrizio Ciccarelli, presidente del sodalizio, e allo stesso Di Benedetto, il capogruppo nell’assise civica Paolo Romano, oltre a Emanuela Iorio, Antonio Nardantonio ed Elia Serpetti. Le figure politiche sono coadiuvate dalla segreteria politica formata, oltre che dal presidente, dal segretario Massimiliano Pieri, dal tesoriere Marco Ceraso e da Massimo Scimia, Gianni Giacobbe, Vito Ciano, Marcello De Carolis, Giovanni De Bernardinis, Daniele Mingroni e Fabio Camilli, ciascuno con specifiche deleghe». Il collegio dei garanti, invece, è composto da Daniela Videtta, Marina Di Meo e Alessandro Tomassoni. Un’azione politica di gruppo. «Qui non prevale la prospettiva del singolo», ha detto Di Benedetto, «ma il lavoro fatto insieme per un obiettivo comune. Abbiamo l’ambizione di essere presenti in città con una proposta politica, di crescere sul territorio, di veicolare una emancipazione culturale smantellando il sistema della contrapposizione». Una prospettiva alternativa, dunque, a quella degli altri gruppi di opposizione di centrosinistra protagonisti di una netta presa di posizione nei confronti dell’amministrazione Biondi. «Oggi, si è finalmente compreso che amministrare la nostra città è difficilissimo», ha detto ancora Di Benedetto. «Le criticità oggetto di campagna elettorale stanno ancora lì sul tavolo ed è prioritario intervenire in varie tematiche: dall’utilizzo del patrimonio pubblico a sostegno del sistema economico, al Progetto Case, passando per il turismo». Sbagliato, secondo il consigliere regionale, «immettere ora, nel mercato immobiliare, i beni comunali, acquisiti nel meccanismo di sostituzione edilizia. Questi stessi beni dovrebbero essere utilizzati a sostegno delle imprese che si insediano, contribuendo a calmierare i prezzi. Per quanto riguarda il Progetto Case, la proposta del consigliere è orientata a un «disegno di legge attuativo della norma sugli usi civici, una riforma gestionale, così da offrire alle amministrazioni separate di intervenire nella gestione». Dal punto di vista del turismo, l’obiettivo dell’associazione è fare del Centro turistico una società a patrimonio: «Gli investimenti pubblici, così, troverebbero sfogo, e pure l’impiantistica sportiva che è in stato di degrado e che potrebbe essere affidata al Ctgs attraverso gli introiti che scaturirebbero da una gestione privata». Proposte, poi, avanzate anche nel segno della pianificazione.
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