L’amaro primo maggio degli 11mila senza lavoro

Oltre 5mila disoccupati hanno un’età compresa tra i 35 e i 65 anni Ecco i numeri choc in 24 comuni forniti dal Centro per l’impiego di Sulmona
SULMONA. Sono ormai undicimila le persone che hanno perso il lavoro sul territorio. Un esercito di invisibili, che affolla ogni giorno la mensa della Caritas (con 20mila pasti serviti nell’ultimo anno) o va a raccogliere da terra, alla fine del mercato cittadino, la frutta e la verdura scartata. Niente festa del primo maggio per loro perché da mesi o peggio ancora da anni non si siedono più sulla scrivania dell’ufficio o sullo sgabello della catena di montaggio di una fabbrica che non c’è più. È negli occhi di queste persone che si muovono schive che si capisce la portata della crisi del territorio. Dietro gli elenchi di disoccupazione, infatti, si nascondono i volti – fra gli altri – dei lavoratori Sigistel, Coca Cola, Saba, Foceit, Sitindustrie, Italfinish e Finmek. Gli ultimi 500 disperati arrivano dalla fine di vertenze in atto, fra scadenza di ammortizzatori sociali e fine di paracadute vari. Ammonta a 10mila e 527, infatti, il numero (raddoppiato in un anno e pari ad un terzo dei residenti in età lavorativa) dell’ultimo bilancio certificato di chi non ha un lavoro o l’ha perso di recente. In particolare – secondo le tabelle dell’ufficio sulmonese del Centro per l’impiego – sui 24 Comuni del territorio, gli iscritti alle liste di disoccupazione (riservate a chi ha perso il lavoro) e inoccupazione (rivolte a chi non lo ha mai lavorato) sono 9mila e 706; quelli agli elenchi di mobilità (cioè usciti dal circuito produttivo) sono 821, con l’87% di loro (ben 715) destinati a restare presto senza paracadute e possibilità di aggancio alla pensione.
In totale, quindi, i disoccupati, inoccupati e in mobilità sono 10mila e 527. Ma scorrendo il dettaglio dei dati viene fuori che i disoccupati dai 35 ai 65 anni sono più di 5mila (ben 5mila 652), rappresentando cioè più della metà del totale: in sostanza, qui chi ha perso o non trova lavoro ha superato la giovane età, ribaltando statistiche e parametri nazionali. Numeri e cifre che imporrebbero da anni misure e incentivi straordinari che tardano ad arrivare e che sono destinati a peggiorare nei prossimi mesi con la scadenza degli ammortizzatori sociali delle principali vertenze della zona, che lasceranno senza paracadute altre centinaia di persone. In un conteggio disparato senza fine, che rende difficile il lavoro anche agli Enti preposti, costretti ad aggiornare continuamente gli elenchi di disoccupazione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

