L’amico calciatore spera: «In sogno si abbracciano»

30 Gennaio 2021

Miccichè, attaccante dell’Aquila, è tra i migliori compagni del 26enne Degni: «Fatico a immaginare il dolore immenso delle famiglie, speriamo nel miracolo» 

MASSA D’ALBE. A Massa d’Albe si consuma l’ennesima giornata difficile per i parenti e gli amici dei quattro escursionisti dispersi a Valle Mjelama sul Velino. È il sesto giorno di ricerche, ma non c’è il rumore degli elicotteri a scandire la giornata. I tre mezzi aerei dei vigili del fuoco, della Finanza e dell’Aeronautica militare non si sono potuti alzare in volo per via del maltempo e solo metà della forza umana è salita in montagna a piedi per tentare una disperata corsa contro il tempo e ritrovare i quattro dispersi in quell’inferno di ghiaccio e neve. Le sedie dei familiari sono vuote. I parenti di Tonino, Gian Mauro, Gianmarco e Valeria hanno trascorso gran parte della giornata nei locali della Pro loco di Forme, supportati da un team di psicologi e psichiatri.
È stata una giornata insolita caratterizzata dalla speranza che la fitta nube bianca intorno alla cima del Velino potesse dissolversi in un baleno per far ripartire la macchina dei soccorsi. Ma così non è stato, le nebbia e il vento forte l’hanno fatta da padroni in quota.
«È triste vedere quella saracinesca chiusa», dice Francesca, cugina del 56enne Tonino Durante che in via Marconi è titolare della storica coltelleria di famiglia ereditata dal papà, «è triste stare qua sotto ad aspettare in attesa che arrivi qualche notizia. Per questo controllo spesso il telefonino. Glielo dicevo sempre», prosegue la donna, «lascia perdere, è pericoloso, ma chi te lo fa fare? Ma lui mi rispondeva che gli piaceva troppo raggiungere la vetta».
Oltre alla montagna il commerciante di Avezzano era un grande appassionato di ciclismo.
«Spero tanto che si siano rifugiati da qualche parte, perché sono passati troppi giorni», conclude Francesca, «dicono che lì sopra c’è tanta neve. Chissà dove saranno. Poi ci si è messo anche il brutto tempo».
Ci sono poi gli amici in attesa. Come Stefano Miccichè. È arrivato a Massa d’Albe fin dal primo giorno, trascorrendo le sue giornate a guardare speranzoso verso il Monte Velino in cerca di una buona notizia, che finora non è arrivata. Miccichè, attaccante dell’Aquila calcio ed ex Lanciano e Chieti, non riesce a capacitarsi che Gianmarco Degni, 26 anni, uno dei suoi migliori amici, sia disperso da sette giorni in alta montagna. «Il mio sogno è che stiano tutti e quattro insieme abbracciati dentro una grotta», dice Micciché con commozione, «nella mia mente mi piace pensare che abbiano trovato rifugio da qualche parte. Ma se sono stati travolti dalla valanga, come dicono, la fiammella della speranza si affievolisce di giorno in giorno».
Miccichè è arrivato a Forme lunedì mattina sotto una fitta nevicata, la stessa che a Valle Majelama ha cancellato le tracce dei quattro amici e pure il segno di distacco della valanga rendendo ancora più complicate le già impegnative operazioni di ricerca.
«Non riesco ad immaginare quale dolore immenso stiamo provando le famiglie», aggiunge il calciatore marsicano, «deve essere indescrivibile per loro trascorrere così tanti giorni senza sapere dove sono». Gianmarco è disperso insieme alla fidanzata Valeria Mella. Il papà Vincenzo, ieri, faceva avanti e indietro tra la ex scuola elementare e il campo base. Il negozio di articoli sportivi della famiglia Degni si trova a pochi passi dalla coltelleria di Tonino. Anche lì la saracinesca è abbassata da giorni, come nel negozio di generi alimentari di Mauro Frabotta a piazza Cavour. Mauro è il padre dell’ingegnere 31enne Gian Mauro. Quattro famiglie conosciute e stimate intorno alle quali si è stretta la solidarietà di una città. (f.d.m.)
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