L’Ance: ricostruzione bloccata

Pratiche e pagamenti al rallentatore, Frattale denuncia il diffuso malcontento delle imprese
L’AQUILA. «Dopo sei anni il processo della ricostruzione sta ancora cercando il suo baricentro». È uno sfogo amaro, quello del presidente dell’Ance Gianni Frattale, che sottolinea «l’ennesimo stallo amministrativo», in una lettera aperta inviata al sindaco Massimo Cialente, all’assessore Pietro Di Stefano, al responsabile dell’Usra Carlo Pirozzolo, con il coinvolgimento del sottosegretario alla ricostruzione Paola Micheli e del responsabile della Struttura di missione Giampiero Marchesi. L’Ance si fa portavoce del «diffuso malcontento» delle imprese: «In questi mesi ci è stato chiesto di avere buon senso e pazienza», scrive Frattale, «per non parlare degli anni vissuti nell’attesa che il congegno della ricostruzione venisse messo a punto. Pratiche e pagamenti restano ferme per cause vecchie e nuove che si succedono, impedendo ogni volta il compimento di un processo amministrativo fluido e coerente. Abbandoni inspiegabili di figure apicali, continue divergenze programmatiche, vacatio di ruoli, nomine strategiche in ritardo, le paralisi dei poteri mancanti di firma, i ritardi nei piani, nelle programmazioni, nei fondi, nelle erogazioni. Ogni passaggio è accompagnato da ostacoli e incertezze, mentre a singhiozzo si ripresenta la mancanza cronica di organici, dopo aver atteso lunghe procedure per concorsoni e concorsini che ci hanno fatto perdere un anno prezioso di lavoro». Frattale ammette che la ricostruzione sia un’opera complessa, ma rimarca che «dopo sei anni l’intero processo dovrebbe aver trovato ormai un suo baricentro e non rappresentarsi solo come una scoraggiante cronistoria di black-out procedurali. Non è più prorogabile una dotazione stabile di personale dedicato ai settori strategici della ricostruzione. È necessaria un’azione politica efficace nei confronti del governo e una ricerca di soluzioni alternative all’interno dell’amministrazione comunale, anche tramite riorganizzazioni meglio ponderate della pianta organica». Infine, si chiedono delucidazioni «sullo stato dei ritardi burocratici, della fruibilità dei fondi, della riorganizzazione della governance e dell’iter legislativo delle nuove norme in corso di codifica. Un confronto diretto e una maggiore sensibilità istituzionale si avvertono da tempo necessari non solo per ristabilire un dialogo ma anche per avviare un ragionamento chiaro su metodi e contenuti riguardanti molti temi sensibili».
Romana Scopano
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