L’Ance teramana: «Ordinanza frettolosa»

3 Maggio 2020

Il presidente Iervelli critica il provvedimento di Biondi: «Troppe difficoltà, così impedisce la ripresa»

L’AQUILA. «Frettolosa e piena di difficoltà applicative l’ordinanza del Sindaco dell’Aquila, che impedirà la ripresa delle attività». Anche l’Ance di Teramo, attraverso il presidente Ezio Iervelli, critica il provvedimento.
«Dopo due mesi di chiusura e quattro protocolli nazionali per determinare le procedure di ripresa della produzione, è arrivata, come un fulmine a ciel sereno, l’ordinanza pubblicata il 30 aprile a soli 3 giorni dalla ripartenza, che chiede alle imprese una serie numerosa di adempimenti tra i quali l’esecuzione dei tamponi Covid alle maestranze. È un’iniziativa tardiva e isolata che non ha alcun precedente giuridico e che quantomeno necessitava di regolamentazione da parte della Regione, data la sua delega sanitaria. Tanti i profili dubbi: la legittimità dell’adozione di un simile provvedimento dal Comune in una materia ampiamente regolamentata dallo Stato; il consenso dei lavoratori necessario per l’esecuzione del tampone Covid o di altri esami diagnostici, condizionato certamente dall’ordinanza; la validità dei referti se effettuati in strutture non accreditate; l’obbligo di utilizzare mascherine diverse da quelle previste dalla legge. Le imprese si sono preparate per settimane alla riapertura. Informazione e formazione alle maestranze, cartellonistica, dispositivi di protezione, incontri col medico e altri preposti aziendali alla sicurezza. Tutto inutile in quanto l’ordinanza del Comune prevede incombenze ulteriori. Certamente non potremo lavorare se ogni amministrazione fa le sue regole per i cantieri o per ogni altra attività», dichiara Iervelli. «Abbiamo chiesto chiarimenti ai ministeri competenti e interessato l’Ance nazionale».