L’Ance: «Un fondo etico per la città»

L’AQUILA. Un fondo etico per ricostruire il tessuto sociale della città. L’iniziativa arriva dall’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) dopo l’appello rivolto più volte dal sindaco....
L’AQUILA. Un fondo etico per ricostruire il tessuto sociale della città. L’iniziativa arriva dall’Ance (Associazione nazionale dei costruttori edili) dopo l’appello rivolto più volte dal sindaco. «Gli iscritti devolveranno una percentuale sull’importo dei lavori nel cratere per iniziative di carattere culturale, sportivo e sociale. I soldi saranno spesi nelle aree di intervento di ricostruzione», spiega il presidente dell’Ance regionale Enrico Ricci. «L’iniziativa, messa a punto e condivisa dai quattro presidenti provinciali, a settembre dovrà essere definita nei dettagli». I costruttori, insomma, si dicono pronti a mettersi al fianco della città, anche economicamente, e sono stanchi di sentirsi «messi alla berlina». «Ci viene data sempre la colpa dei ritardi nella ricostruzione», dice Gianni Frattale, presidente dell’Ance dell’Aquila. «Ma forse non ci si ricorda che da mesi siamo senza direttore regionale ai Beni culturali, dopo l’uscita di Magani. Il che significa che ci sono cento milioni di stati di avanzamento bloccati. Se la macchina non funziona non è colpa nostra». L’istituzione di un fondo sociale era stata caldeggiata già nei mesi scorsi dal sindaco Cialente, il quale aveva parlato di «centinaia di imprese, molte delle quali venute da fuori città e fuori regione, che hanno lavorato e stanno lavorando, nel nostro comprensorio, in quello che è il più grande cantiere d'Europa. Queste imprese hanno lavorato, e continuano a lavorare, senza spesso rendere nulla al territorio».
(m.c.)
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