L’anfiteatro di Pepper ricoperto di erbacce

Collemaggio, la denuncia del capogruppo Pd Palumbo: «La destra taglia i nastri e poi abbandona»
L’AQUILA. Un teatro all’aperto, con 1.800 posti a sedere. Il più grande del Centro-Sud, creato e donato dall’artista statunitense Beverly Pepper alla città dell’Aquila. Un’opera di land art unica nel suo genere, collocata in uno degli scorci più suggestivi, a due passi dal centro storico e dalla basilica di Santa Maria di Collemaggio. Oggi, l’anfiteatro si presenta così agli occhi dei turisti: desolatamente abbandonato, invaso dalle erbacce, con i gradoni semicoperti dalla vegetazione che cresce spontanea. Tutt’intorno terra arida e bruciata dal sole.
Impossibile, in queste condizioni, allestirvi uno spettacolo, ma neppure godere del panorama, seduti sulla scalinata che degrada verso il palcoscenico a conchiglia.
«Il Comune deve prontamente intervenire», questo il richiamo di Stefano Palumbo, capogruppo del Pd in consiglio comunale. «Le condizioni in cui versa l’anfiteatro, a soli due anni dalla sua realizzazione, non rendono onore al ricordo di un’artista di fama mondiale, recentemente scomparsa. Dimostrano, invece, l’incapacità di custodire, con la cura che meriterebbe, un dono così prezioso».
Inaugurata il 23 settembre 2018, l’Amphisculpture è uno dei più importanti progetti di land art realizzati da Pepper in Italia. «Sono onorata di essere stata chiamata a dare il mio contributo artistico a questa bellissima città», disse l’artista americana in occasione dell’inaugurazione. «Ho concepito la mia anfiscultura come un punto di incontro, un luogo da condividere, studenti e cittadini aquilani, insieme. Una scultura ambientale che le persone non guarderanno solamente, ma vivranno tutto l’anno, in ogni stagione. Vorrei che la scultura partecipasse alla vita quotidiana delle persone».
«E , invece», incalza Palumbo, «l’anfiteatro si presenta in condizioni di assoluto degrado ai tanti turisti che stanno visitando, in questi giorni, la città. Così resterà impressa nei loro ricordi. Quando si deve calcare la scena o fare passerelle politiche, sono sempre tutti pronti. Una volta tagliati i nastri, tutto resta in abbandono, tra l’incuria generale». Palumbo invita il Comune «a provvedere alla sistemazione dell’area, per restituire decoro e dignità a un’opera d’arte che va apprezzata e conservata come tale, nel rispetto del dono prezioso fatto alla città». E con la Perdonanza celestiniana alle porte e la basilica di Collemaggio fisicamente così vicina al teatro di Pepper «il minimo che si possa fare è rendere fruibile il teatro all’aperto, ai visitatori e agli aquilani».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

