L’Anpi onora i Nove martiri: «Sacrificio simbolo di riscatto»

L’AQUILA. La sezione aquilana dell’Anpi «sottoscrive» e «partecipa» alla denuncia della Cgil nei confronti di chi ha imbrattato i muri della città con manifesti e scritte che celebrano il centenario...
L’AQUILA. La sezione aquilana dell’Anpi «sottoscrive» e «partecipa» alla denuncia della Cgil nei confronti di chi ha imbrattato i muri della città con manifesti e scritte che celebrano il centenario della Marcia su Roma. «Con somma fantasia dei simboli e inaspettato tempismo», ironizza in un comunicato l’associazione, «un manipolo di eroici e temerari avanguardisti ha rinverdito, con sprezzo del pericolo e il favore delle tenebre, i fasti gloriosi dell’era mussoliniana. In realtà i soliti quattro ignoranti, vigliacchi e provocatori hanno sporcato i muri della città. Gli individui sono stati immediatamente denunciati dal segretario della Cgil dell’Aquila», continua la nota, «azione alla quale partecipiamo e che sottoscriviamo».
Per l’Anpi comunque «quanto accaduto non è di certo da sottovalutare: sono stati esposti simboli abominevoli di violenza inaudita che ledono la dignità dell’intero paese. I fasci littori, l’ascia chiodata e frasi come “la marcia continua” rappresentano un richiamo alla feccia della storia. Non possiamo che rimanere indignati e sconcertati dell’inadeguatezza storica e della sfacciataggine di queste azioni. Per fortuna», sottolinea l’associazione, «le gesta e le ignominie del 28 ottobre sono state cancellate dalla storia, e all’Aquila il sacrificio di nove giovani ha sconfitto per sempre quella pagina vergognosa della storia».
Proprio giovedì sera una delegazione dell’Anpi con Fulvio Angelini e Tommaso Cotellessa ha reso onore ai martiri aquilani insieme al giornalista Michele Santoro, che poco prima aveva presentato il suo libro “Non nel mio nome” alla libreria Colacchi di corso Vittorio Emanuele. «A Santoro abbiamo regalato il fazzoletto dell’Anpi», riferisce l’associazione, «insieme restiamo uniti per la pace, per la democrazia e la libertà, certi che la chiamata alla resistenza ci viene fatta ogni giorno. Non possiamo lasciare che riemergano rigurgiti di una storia bieca e di un regime criminale, non possiamo correre il rischio che questa simbologia e questa modalità di agire si inseriscano nel conflitto sociale. È il momento di risposte, è il momento del coraggio nelle idee e nelle posizioni. Insomma, è il momento della resistenza. Continuiamo», conclude il comunicato dell’Anpi, «a chiedere lo scioglimento delle organizzazioni come Forza nuova, continuiamo a tenere alti i nostri valori».(a.r.)

