L’antica rameria comprata da privati: proteste a Tempera

20 Agosto 2021

L’AQUILA. Ha suscitato reazioni negative a Tempera, e non poteva essere diversamente, la notizia che il Comune dell’Aquila nonostante una delibera di giunta e una di consiglio comunale, non sia...

L’AQUILA. Ha suscitato reazioni negative a Tempera, e non poteva essere diversamente, la notizia che il Comune dell’Aquila nonostante una delibera di giunta e una di consiglio comunale, non sia riuscito ad esercitare il diritto di prelazione per l’acquisto dell’antica rameria che doveva diventare parte integrante della Riserva del fiume Vera gestita da un comitato nominato dal Comune. La rameria è stata comprata da un’associazione privata che ha stipulato l’atto di acquisto, con il precedente proprietario, il 21 luglio davanti a un notaio di Avezzano. A prendere posizione, anche a nome della comunità, è Cesare Miconi presidente dell’amministrazione separata dei Beni di uso civico di Tempera. «Il 28 gennaio 2021, sul Centro», scrive Miconi, «veniva pubblicata la notizia di acquisizione da parte del Comune dell’Aquila dell’antica rameria del Vera a cui seguirono i ringraziamenti da parte di tutte le associazioni e dei cittadini nei confronti dell’amministrazione cittadina. Ebbene, oggi, l’amara sorpresa: il Comune, nonostante una delibera di giunta e una di consiglio, non ha rispettato i termini previsti dalla prelazione e la rameria è stata acquistata da un privato. Ecco le nobili considerazioni che erano riportate nelle delibere: trattasi di un immobile del 1400 posto al confine della Riserva regionale del Vera che non può essere considerato al di fuori della stessa; nelle previsioni del Piano di assetto naturalistico sovraordinato al Piano regolatore viene considerato strategico non solo dal punto di vista naturalistico ma anche da quello antropologico; la sua naturale destinazione è di polo museale di archeologia industriale, capace di ospitare un centro visite a servizio della Riserva regionale del Vera. Invece, ora scopriamo che la rameria si trasformerà, probabilmente, come anticipato dai nuovi proprietari, in un B&B con annessa paninoteca o pizzeria».
«Va anche considerato», sottolinea Miconi, «che in questi giorni c’è «un via vai incontrollato di persone che sta profanando le nostre sorgenti, nella completa indifferenza del comitato di gestione. I cittadini di Tempera sono stanchi di sopportare le continue aggressioni che il loro territorio sta subendo per inerzia di un’amministrazione comunale che da troppo tempo rifiuta di ascoltarli. Le ripetute richieste di incontro al sindaco di cui l’ultima con mail del 15 luglio scorso a nome di tutte le associazioni locali, sono a tutt’oggi ignorate. Ci chiediamo a questo punto, noi cittadini cosa possiamo fare per interrompere questo circolo vizioso, che sta dilapidando le migliori ricchezze di questo territorio, fino a cancellare la nostra identità. Qualcosa comunque faremo».
Dal Comune per ora nessuna reazione alla vicenda. Sembra, ma si tratta di una ipotesi che deve essere ben valutata e approfondita, che ci sia la possibilità di procedere con l’esproprio per pubblica utilità. Potrebbe nascerne però una lunga battaglia legale. (g.p.)
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