L’antica rameria sul Vera acquistata dal Comune

2 Gennaio 2021

Operazione da circa 260mila euro con il via libera del ministero dei Beni culturali Potrà ospitare un museo di archeologia industriale e gli uffici della Riserva

L’AQUILA. Il Comune dell’Aquila acquisterà per una cifra che si aggira sui 260.000 euro l’antica rameria di Tempera (che funzionava ad acqua, muovendo grandi martelli detti magli). L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Pierluigi Biondi ha infatti scritto al ministero dei Beni culturali (Mibact) per esprimere la volontà di esercitare il diritto di prelazione. Per spiegare meglio il meccanismo va detto che ogni volta che viene messo in vendita un bene vincolato c’è l’obbligo di farlo sapere al Mibact. Il Ministero a quel punto può esercitare direttamente il diritto di prelazione oppure “passarlo” prima alla Regione, poi alla Provincia e infine al Comune. Solamente se nessun Ente pubblico si mostra interessato all’acquisto (o perché il prezzo è troppo alto o per altri motivi) ci può essere il passaggio da privato a privato. Nel caso della rameria di Tempera, è accaduto che il ministero dei Beni e delle attività culturali ha trasmesso al Comune dell’Aquila – il 14 dicembre scorso – la «comunicazione di avvenuta denuncia dell’atto di trasferimento, a titolo oneroso, del complesso immobiliare sito a Tempera in via delle Mole». Cioè la rameria. È successo che l’attuale proprietaria ha stipulato un contratto di vendita, per 260.000 euro, con una società privata ma la legge prevede che tutto deve restare congelato perché bisogna prima verificare se c’è un Ente pubblico – che allo stesso prezzo ed esercitando la prelazione – sia disposto a comprare. Ed è quello che ha fatto il Comune dell’Aquila che a questo punto è in pole position per diventare proprietario della rameria.
Nel panorama della ricostruzione post sisma, e in particolare per Tempera, la delibera di giunta comunale con la quale si annuncia la volontà di esercitare il diritto di prelazione (che andrà definita entro 60 giorni) è una pietra miliare perché si potrà così avviare un lavoro di ancora maggiore valorizzazione non solo della rameria ma di tutto il contesto che ruota intorno all’antica costruzione e cioè la Riserva regionale del fiume Vera.
L’edificio della rameria (che nel post terremoto è stato restaurato con fondi pubblici) potrebbe diventare la sede della Riserva, ospitare un museo, iniziative culturali e c’è la possibilità persino di ricavarne spazi ricettivi. Insomma una svolta per la frazione di Tempera e per il suo futuro.
L’obiettivo di far diventare di proprietà pubblica un bene che ha fatto la storia del borgo attraversato dal fiume Vera è stato sempre al centro delle attenzioni della popolazione locale sin da prima del sisma del 2009.
Nella delibera di giunta si sottolinea che «la rameria è un immobile del 1400 circa, posto al confine della Riserva regionale Sorgenti del fiume Vera (il cui ente gestore è il Comune dell’Aquila attraverso un Comitato) che non può essere considerato al di fuori della Riserva per il notevole interesse culturale e per il richiamo che, una volta recuperato, avrebbe relativamente alla fruizione della Riserva stessa, in quanto la sua naturale destinazione è quella di polo museale di archeologia industriale. Nelle previsioni del Piano di assetto naturalistico della Riserva, sovraordinato al Piano regolatore, è contemplata l’acquisizione prioritaria di tale edificio al patrimonio del Comune con la realizzazione del Museo della rameria, unico museo che trova facilmente posto all’interno del territorio della Riserva e che sottolinea la specifica vocazione dell’area, non solo dal punto di vista naturalistico ma anche da quello antropologico».
LA RISERVA. La Riserva naturale regionale sorgenti del fiume Vera (in passato nota come Parco territoriale attrezzato delle sorgenti del fiume Vera) è un’area naturale protetta che si estende per circa 30 ettari, attigua al centro abitato di Tempera. L’area è stata costituita ufficialmente nel 1983 e ha assunto l’attuale denominazione nel 2004. Per quanto riguarda la flora, sono presenti specialmente il pioppo nero e salici di varie specie, oltre a un lussureggiante sottobosco. Per quanto riguarda la fauna, sono osservabili soprattutto uccelli come la ballerina bianca, la ballerina gialla, il rampichino comune, il pigliamosche, il codirosso e il picchio verde. Ovviamente non mancano mammiferi come le faine e la volpe rossa. Nelle limpide acque, habitat naturale soprattutto di trote, è stato scoperto un raro insetto appartenente all’ordine dei Plecotteri (Taeniopteryx mercuryi).
TEMPERA NELLA STORIA. Le acque del Vera hanno costituito storicamente la risorsa più importante per lo sviluppo di Tempera. Nei secoli sono state avviate una pluralità di attività produttive artigiane, alcune legate all’agricoltura, per esempio i mulini, altre invece più specializzate, come le cartiere, la rameria e le valchiere o gualchiere (per la manifattura laniera). Di quest’ultime ce ne erano tre che sono rimaste in funzione fino ai primi del 1900.
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