L’appalto dei sottoservizi torna alla ditta Frezza

Il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar Abruzzo per i lavori a San Pietro Si tratta del secondo stralcio (lotto 1) del tunnel, per un totale di 11 milioni e mezzo
L’AQUILA. Torna tutto aquilano l’affare da 11,5 milioni per completare il primo lotto del secondo stralcio (zona A, San Pietro) della più grande opera pubblica di ricostruzione appaltata nel post-terremoto dell’Aquila: i sottoservizi del centro storico.
I giudici del Consiglio di Stato, definitivamente pronunciando sull’appello – presentato dalla ditta Ingegner Armido Frezza srl, in proprio e come capogruppo mandataria di un raggruppamento temporaneo d’impresa con la Walter Frezza Costruzioni – hanno riformato la sentenza del Tar Abruzzo.
I giudici amministrativi di primo grado avevano estromesso la ditta aquilana a favore della Delta Lavori spa per un vizio legato a un’omissione del progettista dei Frezza in relazione a un’altra gara d’appalto. Il Tar aveva accolto il ricorso della ditta esclusa e annullato l’aggiudicazione dei lavori, che era stata già disposta.
A far scattare il ricorso da parte della Delta Lavori, giunta seconda nella gara, la mancata indicazione, da parte della società che aveva curato la progettazione per conto delle ditte vincitrici, di un «errore professionale» commesso a Catania, ancora in corso di definizione davanti al tribunale civile, che avrebbe influito sulla valutazione dei requisiti per l’ammissione alla gara. Una tesi condivisa dal Tar Abruzzo, ma bocciata dai giudici del Consiglio di Stato.
Si è costituita in giudizio anche la Gran Sasso Acqua spa, la stazione appaltante, che aveva concluso per l’accoglimento dell’appello.
In sostanza, secondo il collegio formato dai magistrati Giuseppe Severini, Claudio Contessa, Fabio Franconiero, Raffaele Prosperi e Valerio Perotti, l’errore professionale non inficia il procedimento.
Non sussiste, secondo la sentenza, a carico del concorrente nella gara d’appalto, un obbligo, a pena di esclusione, di dichiarare qualunque inadempimento che abbia caratterizzato la propria vicenda professionale, al fine di consentire alla stazione appaltante la più consapevole valutazione in ordine alla rilevanza di tali precedenti. Questo uno dei quattro motivi dell’appello, che ha trovato accoglimento nella sentenza appena pubblicata.
La Gran Sasso acqua spa, lo scorso mese di giugno, aveva pubblicato la procedura negoziata per l’affidamento del servizio di verifica ai fini della validazione della progettazione esecutiva inerente all’intervento di ricostruzione delle reti dei sottoservizi del centro storico (secondo stralcio).(e.n.-a.b.)
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