L’appello degli alpini: il tempo stringe

Marcanio (Ana): i contributi degli enti devono arrivare subito, non possiamo permetterci di aspettare troppo a lungo
TRASACCO. Mancano poco più di cento giorni all'Adunata nazionale degli alpini, che vedrà affluire all'Aquila oltre mezzo milioni di penne nere da tutta Italia. Un evento storico. E' la seconda volta che l'Abruzzo viene scelto dall'Associazione nazionale alpini (Ana) per un'adunata. La prima, nel 1989, si tenne a Pescara. Quest'anno tocca all'Aquila, una città che sta lottando per rialzarsi, dopo il terremoto del 6 aprile 2009. Il messaggio che l'Ana, con tale scelta, ha voluto dare è quello di far sentire all'Aquila, in un momento così difficile, l'affetto e il sostegno dell'intero Paese. Un abbraccio che l'Associazione ha voluto, esplicitamente, estendere anche alla Marsica, che quest'anno celebra il centenario del terribile sisma del 1915, che fece 30mila vittime. E dove non potè il sisma, ci pensò la guerra. I marsicani che non tornarono più a casa furono oltre 4mila. Come ci si sta preparando a questo straordinario avvenimento? Le istituzioni, dalla Regione alla Provincia ai Comuni, stanno facendo la loro parte? E le associazioni di categoria? Assistendo all'incontro, svoltosi a Trasacco, tra gli alpini della IV zona, che comprende 20 gruppi, si è avuta l'impressione che si marci a due velocità. Da una parte gli alpini che, sapendo che il tempo stringe, corrono come gazzelle, dall'altra gli Enti, che si muovono come un pachiderma. «Siamo certi», ha detto Costanzo Marcanio, consigliere della sezione Abruzzi dell'Ana, presente all'incontro, insieme al vice presidente, Pietro Calvarese, «che le istituzioni, a cominciare dalla Regione, onoreranno gli impegni. Ma passerà del tempo. E noi non possiamo aspettare. Per muoverci, abbiamo assolutamente bisogno di avere i soldi. Le cose da fare sono tantissime, ma senza soldi non possiamo far nulla». Si è appreso che la Regione si è impegnata a stanziare 722mila euro, ma manca ancora la delibera; la Provincia, 150mila euro, ma finora il Comitato organizzatore dell'adunata (Coa) ne ha ricevuti solo 50. Tra i Comuni, l'Aquila ha versato 150mila euro. E gli altri? Per quanto riguarda i privati, dopo l'incontro alla Camera di Commercio, il Coa ha motivi di sperare in un contributo dalle associazioni di categoria, che dall'adunata, forse, saranno quelle che ci guadagneranno di più. L'Arpa intanto ha annunciato che metterà a disposizione degli organizzatori 60 pullman: la spesa sarà a carico della Regione. Per alleggerire il traffico, le aree antistanti alle stazioni ferroviarie, vicine all'Aquila, saranno adibite a parcheggi. Il trasporto in centro avverrà con bus-navetta. Verranno individuate aree per i camper e gli attendamenti. Mentre nella caserma Rossi, da dove prenderà il via la sfilata, si stanno predisponendo 600 posti per i volontari della Protezione civile e gli addeti al servizio d'ordine. Per coinvolgere le scuole, il Coa ha bandito due concorsi: uno per la primaria, l'altro per la media. Nel primo gli alunni dovranno scegliere la mascotte; nel secondo, raccontare la storia di un familiare che ha indossato la divisa degli alpini. Nel frattempo sono stati individuati sei posti-tappa, per fornire indicazioni agli ospiti. A essere impiegati nei posti-tappa e a presidiare le zone di accampamento saranno dei volontari.
Nella riunione di Trasacco, 100 alpini hanno già dato la propria disponibilità. Lo slancio di generosità degli alpini marsicani, però, stride con la latitanza dei Comuni. L'ìnvito degli organizzatori a ospitare le Fanfare (circa 80) e i Cori degli alpini, finora, sembra essere caduto nel vuoto. La spesa sarebbe minima. Basta assicurare loro l'alloggio, in una delle palestre di cui dispongono, e il pranzo. In cambio, però, con i loro concerti, per i quali non percepiranno alcun compenso, creeranno un clima di festa, che finirà per coinvolgere l'intera popolazione.
Avezzano, in particolare, ha l'obbligo morale di concorrere al successo della manifestazione. Dato che l'Ana, nel designare l'Aquila come sede dell'adunata, l'ha accomunata, per la tragedia del sisma, alla Marsica. Disinteressarsi, inoltre, significa rinunciare ai vantaggi che l'economia locale potrà trarre da questo storico evento.
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