L’appello dei genitori: Biagio dica la verità

29 Maggio 2020

I familiari di Cesidio Valletta chiedono al 38enne di raccontare le ultime ore di vita del loro ragazzo. I funerali oggi alle 17

LECCE NEI MARSI. «Biagio si faccia vivo con noi». È questo l’appello dei genitori di Cesidio Valletta, il 35enne ritrovato senza vita venerdì in un canale del Fucino, dopo quattro giorni di ricerche. Un invito rivolto a Biagio Paraninfi (38) attualmente indagato dalla Procura di Avezzano per omicidio stradale. Era alla guida dell’auto su cui viaggiava insieme alla vittima la sera di lunedì 18 maggio prima del misterioso incidente lungo Strada 26. Da quel momento le tracce della vittima si erano perse, fino al ritrovamento, avvenuto quattro giorni dopo. «Vogliamo dare una degna sepoltura a un ragazzo di 35 anni», è il desiderio della mamma del giovane, Annarita Tarola, e del padre Cesare Valletta. «Sapendo la verità, è come se lui potesse riposare meglio e in pace, e noi rassegnarci. Vorrei che sparissero i lati oscuri», dice la madre del giovane tecnico di laboratorio, «e rimanessero solo le luci». Vogliono la verità su quel lasso di tempo che va dall’incidente, fino alla scomparsa del loro figlio e chiedono di sapere come il loro ragazzo sia finito lì, in quel canale dove l’acqua è alta circa un metro. Dall’autopsia è emerso che il decesso sia imputabile a un malore. Il corpo non presentava segni di colluttazione o ferite che potessero far pensare a un’aggressione. L’ipotesi che si fa strada è quella di una caduta nell’acqua avvenuta solo dopo essersi sentito male. Ma cosa ha provocato questo malore? Sarà l’analisi tossicologica a fare luce su questo punto. Il giovane aveva anche una costola incrinata, forse a causa dell’incidente. «Perché non ci ha chiamato subito mio figlio?», si chiede ancora la signora Annarita, che è stata anche ospite, insieme al marito, della trasmissione “Chi l’ha visto?” «Saremmo andati noi a riprenderlo. La morte è sopraggiunta dopo? Chi ci dice che nel caso di un soccorso tempestivo l’epilogo non sarebbe stato diverso? Perché l’uomo che era con lui non ha detto nulla? Non posso accettare che mio figlio sia stato lasciato solo, lì nel Fucino». Poi l’appello a Paraninfi a parlare con loro. Un appello che arriva anche dal legale che assiste la famiglia, Domenico Martinelli. «Lo choc e il trauma subiti avranno messo il conducente nelle condizioni di non essere lucido nei primi momenti», ha dichiarato, «ora potrà esserci utile a fare chiarezza». Secondo l’avvocato Aldo Grilli, legale dell’indagato, il suo assistito, «inizialmente sotto choc e fisicamente provato, non immaginava che l’amico fosse scomparso. Ma successivamente, quando ha appreso che le forze dell’ordine lo stavano cercando, ha raccontato tutto ai carabinieri recandosi in caserma». I funerali di Cesidio Valletta si terranno oggi alle 17 nella chiesa di Santa Maria Assunta a Lecce nei Marsi.
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