L'Aquila, è scontro sulla Asl. Pezzopane contro Silveri: "Il manager deve dimettersi"

La parlamentare del Pd detta la linea al presidente della Regione D’Alfonso: "Competenze e logica dell’efficienza, via chi ha penalizzato le zone interne"
L’AQUILA. «Luciano si affidi solo a competenze e professionalità. All’Asl dell’Aquila stop alla gestione di Silveri: servono manager preparati ed efficienti». Detta la linea a D’Alfonso sulle scelte da compiere la senatrice del Pd Stefania Pezzopane. Ora sono in due a chiedere la testa di Giancarlo Silveri, visto che il primo affondo contro il dg è stato del sindaco Massimo Cialente. «Competenze e logica dell’efficienza», chiede Pezzopane. «Non mi riferisco solo alla composizione della giunta, ma anche e soprattutto agli amministratori delle aziende pubbliche, in primis l’Asl. Basta con le vecchie logiche spartitorie e con le devastanti operazioni da manuale Cencelli, che soprattutto nella sanità hanno portato allo sfacelo del welfare. Abbiamo assistito in questi anni a scelte discutibili, basate solo su logiche ragionieristiche o politiciste, che sono servite a tagliare servizi essenziali, a sacrificare reparti e far fuggire altrove le migliori eccellenze. Tra i nostri operatori c’è un profondo malessere, le competenze vengono sacrificate e i cittadini non sempre trovano condizioni adeguate di cura nei tempi e nelle modalità. Emblema di una gestione dissennata, la vicenda del premio assicurativo incassato dall’ospedale San Salvatore dopo il sisma, fondi utilizzati per ripianare i debiti della sanità regionale invece che per riparare la struttura ospedaliera e rilanciare l’ospedale ammodernandolo e rendendolo più efficiente. Il prezzo più duro l’ha pagato proprio la provincia dell’Aquila».
«Chiodi», prosegue la parlamentare aquilana, «ha cercato con una mossa maldestra di bloccare in extremis ogni tentativo di cambiamento, rinnovando la fiducia al manager Asl a ridosso della scadenza elettorale. Un malcostume che ho avuto modo di denunciare in tempi non sospetti. Sarebbe stato più opportuno e ragionevole dare incarichi fino alla scadenza del proprio mandato e procedere alle nuove nomine dopo i risultati elettorali, per evitare ogni disperato tentativo di mantenere il controllo attraverso figure compromesse con la vecchia gestione. Mi auguro che Silveri abbia almeno il buon senso di rassegnare le dimissioni, per consentire un profondo rinnovamento della classe dirigente, che dovrà essere scelta sulla base delle reali competenze».
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