L’Aquila 2022, la cultura speranza per l’economia

Stratta (Confcommercio): «Sarà un’opportunità enorme per le attività cittadine, ma il Comune programmi bene». Il vicesindaco: «L’amministrazione fa il massimo»
L’AQUILA . Con il lungo inverno ancora alle porte e un’emergenza sanitaria che andrà avanti per mesi, pensare a quello che sarà tra un anno può sembrare un passo troppo lungo. Eppure è questo l’orizzonte a cui guarda, senza perdere di vista la situazione del momento, chi non si arrende al tracollo economico innescato dalla pandemia. L’Aquila finalista per il titolo di capitale italiana della cultura 2022 diventa così speranza di rilancio non solo per il movimento artistico in senso lato. «Sarà un’enorme opportunità anche per l’economia», sottolinea Daniele Stratta, presidente provinciale della Fipe, federazione dei pubblici esercizi che aderisce a Confcommercio.
L’esperienza, anche quella recente della scorsa estate, secondo lui dimostra che gli eventi in città fanno da traino alle attività commerciali. «La stagione estiva è andata benissimo», osserva, «con presenze turistiche che hanno consentito alle aziende di avere maggiori introiti e attutire, anche se in minima parte, il colpo della seconda ondata emergenziale». L’effetto prodotto sul commercio dagli eventi in città per Stratta si sente eccome. Per questo dunque diventa fondamentale lo sguardo rivolto al futuro e di conseguenza la capacità di programmazione che deve mettere in campo il Comune. «Il ruolo dell’amministrazione è decisivo anche per promuovere eventi diffusi su tutto il territorio», spiega il rappresentante degli esercenti, «riequilibrando le perdite di questo periodo». Stratta evidenzia anche la necessità di attingere a «fondi non utilizzati e destinati alla promozione turistica» per spingere sull’acceleratore della presenza di visitatori in città. Le associazioni di categoria di commercianti e artigiani nei giorni scorsi hanno avviato un serrato confronto telematico con l’amministrazione, in particolare con il vicesindaco e assessore al bilancio Raffaele Daniele, proprio sul sostegno possibile al tessuto economico cittadino lacerato dalle restrizioni imposte dal contagio. Un primo risultato è stato ottenuto dalle organizzazioni con l’istituzione della zona rossa e l’acquisizione del diritto ai ristori, ma non basta. «La situazione è molto più grave rispetto al lockdown di marzo», rileva Stratta, «con incassi crollati del 90 per cento se non addirittura azzerati». I ristori, quando arriveranno, nei migliori dei casi copriranno la metà delle perdite, mentre il carico immutato di affitti e bollette schiaccia le attività. Il Comune a suo tempo ha attivato un protocollo, non legato all’emergenza Covid, che concede sconti fiscali a proprietari di immobili che applicano canoni calmierati, ma in pochi hanno aderito. Stratta ipotizza l’attivazione di un «sistema flessibile degli affitti»: ridotti in un periodo di crisi come questo, più alti quando l’economia ripartirà. Su questo aspetto, però, dovrebbe intervenire la legislazione statale.
Nel frattempo c’è da attraversare il deserto della crisi scatenata dal Covid-19 e dai limiti alla libertà di spostarsi e incontrarsi. La traversata finirà, ma comporterà una conseguenza drammatica: quella che il presidente della Fipe definisce «un’immunità di gregge aziendale», in cui sopravviveranno le attività capaci di sviluppare anticorpi. Daniele assicura massima attenzione da parte del Comune. «L’amministrazione continuerà a fare tutto quello che è nelle proprie possibilità per sostenere il commercio e l’economia cittadina», tiene a sottolineare il vicesindaco, «come abbiamo fatto finora con misure e interventi di diverso tipo». L’assessore ricorda le esenzioni relative alla tassa sul suolo pubblico per l’occupazione di spazi esterni di esercizi pubblici, il taglio della Tari e la cancellazione delle imposte di bollo sulle istanze, ma anche l’attivazione di “Vinci il virus”, la piattaforma per le consegne a domicilio. «Tutte iniziative», conclude, «che già impegnano risorse».
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