L’Aquila, allarme sisma e vulnerabilità di edifici pubblici e scuole: “Curcio come Pilato”

Botta e risposta domenicale tra il sindaco dell’Aquila e il capo della Protezione civile su come i Comuni a rischio devono regolarsi rispetto alle soglie di vulnerabilità delle scuole. Curcio: “Non esistono soglie cui riferire con automatismo le azioni di protezione civile da porre in atto”. Sindaci ancora soli nelle decisioni importanti
L’AQUILA. Una domenica passata a scambiare carteggi con il capo della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, quella appena trascorsa dal sindaco dell’Aquila Massimo Cialente. Il quale, due giorni prima si era meravigliato di essere venuto a conoscenza della nota della Commissione Grandi Rischi che annunciava una situazione di possibile rischio sismico elevato nell’area aquilana, non per canali istituzionali, bensì attraverso le agenzie di stampa. “Presa visione alle ore 15, attraverso un comunicato dell’agenzia Ansa”, premette Cialente, della nota che “delinea una situazione di possibile rischio sismico elevato”, “chiedo e attendo indicazioni dal sistema della Protezione civile nazionale e regionale e dalla commissione Grandi rischi in merito ad atti e azioni che dovrò assumere nelle prossime ore, nei prossimi giorni e nei prossimi mesi”.
Non passa neanche un’ora ed ecco la risposta di Curcio, il quale rigetta responsabilità sulle comunicazioni, spiegando che il dipartimento “ha provveduto a inviare il verbale di sintesi della riunione alle Regioni interessate”. Nel merito, sottolinea inoltre la nota del capo della Protezione civile nazionale “la conosciuta tradizione permanente di pericolosità molto elevata del territorio del Comune dell’Aquila” e fornisce una serie di accorgimenti: “provvedere a verificare e aggiornare il piano di emergenza comunale, a valutare la vulnerabilità delle strutture pubbliche in relazione alla loro utilizzazione, a realizzare una corretta e puntuale informazione ai cittadini” mentre “ogni altra azione da adottare a livello locale dovrà essere necessariamente valutata dalla S.V.”, insomma dallo stesso primo cittadino. “Si raccomanda in ogni caso di raccordarsi con la Regione Abruzzo e la Prefettura dell’Aquila, che leggono per conoscenza, che a loro volta vorranno fornire ogni utile indicazione e supporto al riguardo”, conclude.
Nel ringraziare Curcio per la “solerzia nella risposta”, nella risposta inviata per conoscenza anche al presidente del Consiglio Gentiloni, al presidente della Commissione Grandi rischi Bertolucci, al presidente della Regione D’Alfonso, al presidente dell’Anci, della Provincia e a vari ministri, il sindaco Cialente ricorda al capo della Protezione civile che “il Piano di Protezione civile comunale è continuamente aggiornato e verificato anche alla luce degli eventi tellurici che si sono succeduti a partire dal 24 agosto ed è in funzione anche in queste ore attraverso il Coc aperto sin dalle prime ore del 18 gennaio, inizialmente per l’emergenza neve e successivamente ampliato per l’emergenza sisma. (…) la popolazione è tenuta costantemente informata in merito alla pericolosità sismica del suo territorio, nonché di tutte le misure di prevenzione da adottare”. Sulla vulnerabilità delle strutture, il sindaco dice anche che molte strutture comunali o di altri enti “pur risultando tutte agibili, hanno però indici di vulnerabilità inferiori a 1, a volte anche al di sotto dello 0.30”. E ribadisce la richiesta di sapere “come mi devo regolare rispetto a queste soglie di vulnerabilità per continuare a ritenere utilizzabili queste ‘strutture pubbliche in base alla loro utilizzazione’”. Il dilemma è quello che riguarda le scuole: lasciare gli studenti nelle loro scuole, mandarli studenti nei Map o affittare altre strutture? “Questo”, conclude Cialente “perché il quesito che io pongo non riguarda solo il Comune dell’Aquila, che anzi nel 2009 ha visto le sue scuole e molti edifici pubblici oggetto di un intervento di miglioramento sismico, ma perché ritengo che esso di gran lunga interessi i colleghi sindaci di tutte le Regioni coinvolte dall’attività sismica segnalata dalla Commissione Grandi rischi”.
La risposta di Fabrizio Curcio arriva domenica stessa ed è di sette righe: “Si prende atto delle misure che la S.V. ha posto e sta ponendo in essere in merito alle attività di aggiornamento e verifica della pianificazione, di informazione alla popolazione e di valutazione del rischio sismico delle strutture pubbliche. In particolare, con riferimento alle problematiche delle strutture pubbliche con basso “indice di vulnerabilità”, si rappresenta che non esistono soglie cui riferire con automatismo le azioni di protezione civile da porre in atto. A questo proposito, si richiama quanto già espresso nella precedente nota”. Insomma, la patata bollente torna nelle mani del sindaco. La Commissione Grandi rischi scaglia la prima pietra, ma a prendere le decisioni sulle scuole e gli altri edifici pubblici deve essere il sindaco. Sul suo profilo Facebook, lo stesso Cialente, che ha pubblicato tutto il carteggio domenicale, chiede ironicamente ai suoi amici: “Che fare?”. “Proprio come Ponzio Pilato”, è il commento più divertente indirizzato a Curcio tra quelli che compaiono sul post.

