L'Aquila, avvocato morto nello schianto: il pm avvia l’inchiesta

1 Settembre 2014

Sembra che la Smart di Di Ramio abbia invaso la corsia opposta. Disposti esami sul sangue della vittima e del superstite

L’AQUILA. E’ scattata l’indagine per chiarire le responsabilità dello schianto lungo la statale 5 bis, tra Vasche di Pianola e Civita di Bagno, nel quale l’altra notte ha perso la vita l’avvocato Giuseppe Di Ramio. Una tragedia che ha scosso il mondo forense aquilano.

ACCERTAMENTI. Pm e carabinieri hanno già disposto i primi accertamenti. Oltre all’autopsia, infatti, sono stati disposti esami tossicologici sul sangue della vittima e del superstite, un romeno di 42 anni, C.V, che era alla guida dell’altra macchina. I carabinieri vogliono verificare se entrambi avessero assunto alcol o altre sostanze in grado di alterare i riflessi nella guida. Le due macchine sono state sequestrate e saranno sottoposte a perizia.Le misurazioni fatte per quasi tutta la notte dai carabinieridella Compagnia dell’Aquila, considerate anche le tracce lasciate dagli pneumatici sull’asfalto sembrerebbero lasciare supporre che la Smart cabrio condotta dal 46enne avvocato, abbia seppur di poco invaso la corsia lungo la quale procedeva, nella direzione opposta, la Polo Station wagon con a bordo il romeno. Lo straniero è stato ricoverato al San Salvatore per alcune fratture, Non è in pericolo di vita e dovrebbe cavarsela con alcune settimane di ospedale. Viste le sue condizioni, pertanto, non è stato ancora interrogato. Sempre secondo ipotesi che potranno essere poi suffragate o meno dagli esiti dell’autopsia, non si può escludere che un malore o un colpo di sonno possano avere condizionato la guida dell’avvocato nel momento fatale. Ma è ancora presto per arrivare alle conclusioni.

PROTESTE. Al di là della tragedia di sabato notte sono in molti, soprattutto tra i residenti, a ricordare le pericolosità di quella strada dove, in tempi relativamente recenti, si sono verificate altre tragedie simili: si tratta, infatti, di un rettilineo non molto illuminato che induce a spingere l’acceleratore. La strada è stretta e basta poco per una collisione. Inoltre ci sono una serie di stradine interpoderali che vi si immettono e che sono dei potenziali pericoli.

IL RICORDO. Di Ramio, che era nato a Torino, sotto l’aspetto lavorativo si divideva tra L’Aquila, il Teramano (aveva uno studio ad Alba Adriatica), e la provincia di Ascoli Piceno, con riferimento specifico a San Benedetto del Tronto. Nel capoluogo di regione era molto noto e alla sua morte il popolo di facebook si è mobilitato. Tra i tanti l’ex consigliere comunale Enrico Verini. «Qualche tempo fa», dice, «insieme ai soliti amici con cui ci si conosce da 30 anni, qualcuno disse che Giuseppe si sarebbe “salvato” se avesse incontrato la donna giusta in grado di mitigarne le esuberanze. Riposa in pace, Giuseppe».

«La tua scomparsa prematura», scrive Annamaria, una sua amica,«ci ha lasciato basiti. Eri troppo sensibile e colto per affrontare la vita in questo modo. Sicuramente in questo momento sarai in un mondo migliore».

«Ricorderò sempre», scrive Paolo, «le nostre conversazioni e i tanti viaggi fatti insieme. Spero solo che dovunque tu sia esista quella serenità che hai sempre anelato nella tua vita terrena».

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