L'Aquila, caccia i ladri da casa e scrive per protesta al prefetto

28 Febbraio 2016

L’inattesa reazione di una prof ha messo in fuga 4 banditi: "Noi brava gente in balìa di orde barbariche"

L’AQUILA. Si vede entrare nella sua abitazione quattro malviventi che si erano introdotti dalla finestra. La sua coraggiosa reazione, consapevole dei rischi che stava correndo di fronte a gente senza scrupoli, è stata forte e determinata al punto da indurre i ladri a fuggire. Un’esperienza tremenda che ha indotto la professoressa aquilana Maria Teresa Bonanni a prendere carta e penna e a scrivere al prefetto Francesco Alecci per riproporre un problema, quello delle incursioni nelle ville, abitazioni isolate, che in altre parti d’Italia sta diventando quasi una consuetudine ma anche nell’Aquilano non si sta certo sicuri come qualche anno fa. E poi, nella nostra zona, ci sono i raid nelle case danneggiate dal sisma.

«Mi rivolgo a Lei egregio dottore», si legge nella lettera, «per testimoniarle il motivo per il quale nutro poca fiducia nello Stato italiano e in chi lo rappresenta. Proprio venerdì 26 febbraio, alle 19.30, mentre ero intenta a leggere un libro,ho avuto una visita “di cortesia” da parte di quattro malviventi che mi hanno distrutto una finestra e sono stati fermati, nel loro piano criminoso ,solo dalla mia reazione ferma e coraggiosa che li ha costretti alla fuga. Mi chiedo come sia possibile che, in un Paese civile come l’Italia, nel quale i cittadini pagano le più alte tasse d’Europa, si possa vivere come nel Bronx. Le forze dell’ordine, encomiabili senza dubbio, sono del tutto impotenti davanti a questa orda di barbari di varie etnie che mettono a ferro e fuoco la nostra città senza che le autorità competenti: Lei signor prefetto, ma anche il Questore, provate ad arginare questo scempio! Palazzi appena ristrutturati che vengono imbrattati dai vandali, cittadini onesti che non vengono tutelati nelle loro abitazioni, mancanza di sicurezza nelle strade..... non so perché, ma mi vengono in mente le parole del sommo Poeta che mai furono così appropriate: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello"».

«Spero Egregio dottore», prosegue la lettera, «che prenda atto della sconfitta dello Stato e dei suoi rappresentanti e le chiedo con il cuore in mano che, se le forze dell’ordine non sono sufficienti, si possa richiedere l’intervento dell’Esercito e soprattutto spingere il nostro Governo affinché legiferi a favore del cittadino onesto e non a vantaggio di queste bande di delinquenti che, impunemente saccheggiano questo nostro territorio martoriato!». Fin qui la protesta dell’insegnante a fronte di una recrudescenza di furti proprio in quella zona.

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