L'Aquila, caffè e gelato per conquistare il mondo

5 Luglio 2015

Michele Morelli, titolare del Gran Caffè di piazza Duomo, dopo il sisma ha esportato l'aquilanità negli Stati Uniti: "Ho vinto con la gastronomia"

L’AQUILA. Combattuto tra l’istinto di lasciare tutto e andare via e il legame profondo con la sua città. Oggi Michele Morelli, imprenditore del gelato e del caffé, può ben dire di avercela fatta. Alla fine ha trovato il modo di fare entrambe le cose. Si è rilanciato dopo alcuni giorni di lacrime e sangue immediatamente successivi al sisma. La voglia di spostarsi sulla costa (Pescara) era lì a blandirlo. Insieme al suo socio Stefano Biasini era pronto al trasloco. Immaginate uno che è titolare di due bar, il Gran Caffé appunto e l’attività dentro il tribunale, pronto a inaugurare il 9 aprile 2009 anche una gelateria in piazza Machilone. Quegli interminabili secondi in cui le viscere della terra si sono ribellate e hanno distrutto sogni e certezze di una città e di un territorio interi hanno provato a fiaccare lo spirito di quei due giovani imprenditori, ma senza risultati. Oggi Michele Morelli ha una visione della sua città in controtendenza. «Il terremoto è stata una mazzata tremenda, ma ora che abbiamo pianto i morti – anche se io sono stato fortunato perché questo almeno mi è stato risparmiato – e nonostante la consapevolezza che qualcosa dentro si sia spezzato per sempre, dobbiamo guardare oltre il dolore. Dobbiamo essere capaci di trasformare il sisma in una opportunità».
Morelli non è tipo che le manda a dire. «Sa chi sono i veri sciacalli? Non solo quelli che quella notte ridevano, ma anche e soprattutto gli aquilani che triplicano gli affitti agli studenti e ai locali commerciali». Morelli non fa sconti: «I miei concittadini, e purtroppo sono i più, devono smetterla di piangersi addosso e provare a risalire la china». Lo vedi in movimento Michele e sembra una molla: saluta l’avvocato piacione, simpatizza con un nuovo cliente, non trascura i suoi avventori, fa rifornire il buffet del bar. Il Gran Caffè dell’Aquila in piazza Duomo era un punto di riferimento. Oggi il locale è in viale Corrado IV e brulica di gente. Non mancano critiche ai politici: «Avevo rivisto la luce con l'asse tra Governo Renzi, governatore D'Alfonso e sindaco Cialente, ci credevo. Invece, D'Alfonso lo vedo pescarocentrico, e ora se ne stanno accorgendo tutti, Renzi non è mai venuto all'Aquila e Cialente è inerme». Un occhio a clienti e amici e uno al cellulare perché ci sono anche gli affari a Philadelphia da curare. Eh sì, perché i due soci, complice un caffé di alto livello e un gelato da guinness dei primati quanto a bontà, hanno investito negli Usa.
Ricordate quando Bertolaso parlava di G8 come una vetrina per il mondo? Sorrisini ironici e facce stupite. In pochi ci hanno creduto. Michele Morelli, invece, ci ha puntato. Ha servito il caffé a Obama e Berlusconi, ha fatto assaggiare il suo gelato alle first lady, ha giocato le sue carte in quella giostra planetaria spostata in tutta fretta dalla Maddalena all’Aquila. Il gelato ha fatto il resto. Per comunicare si è affidato a un suo innato talento per le public relation. «Al G8», ricorda, «mi feci allestire un bancone con un piano d'appoggio enorme grazie alla sensibilità della ditta di Fabio Ricciola di Spello (Perugia) e dell’architetto Piero Riommi e ottenemmo dal Consiglio dei ministri il riconoscimento di caffè ufficiale del G8. Il nostro maestro gelataio Sergio Colalucci ha poi deciso di prenderci per mano e di tramandarci la sua esperienza ventennale, condividendo con noi tutti i suoi segreti. Quando nel 2012 abbiamo vinto la selezione per la coppa del mondo, il mio socio Stefano Biasini è diventato capitano della nazionale. Secondi dopo la Francia». Da lì quelli che poi diventeranno soci americani Riccardo e Mario Longo si sono presentati all'Aquila. Hanno provato il gelato, hanno visto il bar ed è scoccato l'amore. È piaciuto molto il format caffè con torrefazione a vista. «Ci hanno proposto di abbinare il caffè al gelato e alla ristorazione italiana e così è partito il progetto Gran caffè L'Aquila», chiosa Morelli.
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