L’Aquila calcio onora il gigante Paolo Rossi: tribuna in suo nome

17 Aprile 2023

La nipote Giulia: «Grata per questo riconoscimento» Scomparso sei anni fa, un simbolo per la squadra

L’AQUILA. «Grande, gigante e gentile». Così era Paolo (Paolone) Rossi per il nipote Roberto che ieri, insieme alla sorella Giulia e alla loro mamma Marzia, si sono ritrovati sotto la targa che ricorda il nonno Paolo, giocatore e allenatore, una vera icona del calcio aquilano scomparso 6 anni fa e alla cui memoria è stata intitolata la tribuna centrale dello stadio Gran Sasso-Italo Acconcia. Cerimonia avvenuta poco prima della sfida contro l’Ortona, per l’ultima gara del campionato di Eccellenza.
La figlia di Paolo Rossi, Marzia, nel corso della breve cerimonia, ha ringraziato tutti per il ricordo del padre. «Ero troppo emozionata per riuscire a parlare», ha raccontato qualche minuto dopo, e ha lasciato alla figlia Giulia il compito di ricordare il Paolo Rossi nonno.
«Sono grata per questo riconoscimento al nonno», ha raccontato Giulia, «una persona gentile, amorevole e sempre presente, un secondo padre». Al momento dello svelamento della targa in onore di Paolo Rossi, insieme ai famigliari erano presenti il senatore Guido Liris, l’assessore allo Sport del Comune dell’Aquila, Vito Colonna, il consigliere comunale Luigi Faccia, uno dei presidenti della società rossoblù, Massimiliano Barberio, e i due dirigenti Pietro Rotilio e Leonardo Placidi. «Si tratta», scrive L’Aquila calcio nelle motivazioni dell’intitolazione, «del giusto riconoscimento nei confronti di una persona schietta e generosa, che si è spesa per i colori rossoblù, vestendo la nostra maglia per ben sedici stagioni dal 1963 al 1979 ed elevando L’Aquila a scelta di vita. Un amore nei confronti dei nostri colori proseguito anche dopo il ritiro, con la scelta di allenare le formazioni giovanili rossoblù e poi, negli anni Ottanta, anche la prima squadra, sia da secondo che da primo allenatore». «Un esempio di resilienza e attaccamento alla sua città adottiva», prosegue la nota, «anche dopo il tragico dolore inflitto alla sua famiglia dal terremoto del 2009».
Forse un segno del destino all’indomani della scomparsa di Sergio Kalì Petrilli, suo compagno di squadra per quattro stagioni. Giampaolo Rossi, per tutti Paolo o ancor meglio Paolone, considerando il fisico, è scomparso il 2 maggio del 2017 a 76 anni. Nonostante il fisico, non aveva potuto fare nulla contro la violenza del sisma che gli aveva portato via la figlia Valentina e lo aveva lasciato claudicante, costretto a muoversi con le stampelle. Eppure, nonostante le difficoltà, lo si poteva incontrare sui vari campi della zona, all’Aquila come a San Gregorio, per andare a osservare i giovani calciatori o passare qualche ora osservando i campionati pulcini.
Prima della sua scomparsa, era possibile incontrare Paolone Rossi in centro, e in particolare alla Villa comunale, dove raccontava di un calcio ormai scomparso, e che piano piano sta perdendo i suoi protagonisti. È di tre giorni fa la scomparsa di Sergio Petrilli, detto Kalì, e di un mese fa quella di Aldo Di Bitonto, giocatore e allenatore. «Se non mi facevano giocare, piangevo: questo era il calcio, quello vero», ricordava Paolo Rossi in una intervista poco prima della sua scomparsa.
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