L’Aquila calcistica ora rialza la testa

3 Maggio 2019

Ma il presidente De Paulis denuncia l’assenza del Comune e della città: «Abbiamo bisogno di nuovi innesti societari»

L’AQUILA. L’Aquila calcistica, vincendo il derby del 1° maggio contro il San Francesco, ha potuto festeggiare la vittoria del girone A di Prima categoria, per quanto fosse un epilogo abbastanza pronosticabile. Il calcio del capoluogo di regione può finalmente sorridere dopo i tanti bocconi amari che l’ambiente rossoblù ha dovuto digerire in questi ultimi anni, il che ha avuto come principale conseguenza la mancata iscrizione in serie D e la conseguente ripartenza dal terzo campionato regionale. Un primo passo per tornare in una posizione più consona alla storia è stato fatto.
IL FUTURO. E adesso? Il club rossoblù parteciperà il prossimo anno al campionato di Promozione e con molta probabilità sarà inserito nel girone A, come tutte le squadre della provincia dell’Aquila, assieme a quelle teramane. Se la volontà è di ritornare al più presto nel calcio professionistico, la prerogativa principale sarà di partire come la squadra da battere e disputare un torneo sulla falsariga di quello appena conquistato. Tuttavia, tra la Prima e la Promozione vi è una sostanziale differenza tecnica. Il secondo campionato regionale è diventato sempre più competitivo ed è affollato da compagini del Teramano economicamente ben equipaggiate e con obiettivi ambiziosi.
LA PROPRIETÀ. La proprietà rossoblù attualmente è composta da due soci, che sono lo stesso presidente, l’avvocato Marco De Paulis, e il suo vice, l’ingegnere Lucio Piccinini. Ernesto Penzi, nonostante a inizio stagione venisse indicato come il possibile nuovo proprietario, quest’anno ha sostenuto il club come semplice sponsor. È necessario, quindi, ampliare l’assetto societario.
«CITTÀ E COMUNE ASSENTI». «Stiamo lavorando da questo punto di vista, anche se devo dire con rammarico che dalla città non abbiamo avuto nessuna grossa risposta sotto l’aspetto imprenditoriale», afferma il presidente De Paulis, «e poco sostegno e scarsa partecipazione da parte dell’amministrazione comunale». E il sindaco Biondi e l’assessore allo Sport Fabrizi inviano intanto i complimenti e si «uniscono alla gioia dei tanti appassionati di calcio per la vittoria dell’Aquila».
LE MOSSE. Le mosse della società, secondo il numero uno dell’Aquila, sono «l’autofinanziamento, attraverso l’organizzazione di eventi, e una sponsorizzazione diffusa», sostiene De Paulis. «Poi è chiaro che valuteremo dei possibili ingressi. Abbiamo vinto questo campionato con numeri incredibili, perché anche altre squadre con un certo blasone sono ripartite dal basso, ma non hanno fatto i numeri che abbiamo fatto noi. Spero che la città si aggreghi a questo progetto e ci dia sostegno, per dare continuità». Sul discorso circa una maggiore partecipazione da parte dell’amministrazione torna anche il dg Paolo Ianni: «Spero che si ricordi di noi. Giocheremo un campionato di Promozione. Si parla di aggregazione e io ci sto. Ma anche lo stadio è un punto di aggregazione, e chi di dovere potrebbe darci una mano in questo senso». Ianni tiene a rimarcare il fatto che un titolo calcistico mancasse in città da ben 21 anni. «Vorrei che questo campionato sia ricordato, anche se si tratta di Prima categoria. Si dice che abbiamo speso cifre faraoniche, rispetto alla categoria: lo abbiamo fatto per vincere subito e programmare il futuro. Voglio ringraziare i giocatori, la tifoseria e lo staff tecnico».
NUMERI STORICI. Resta una stagione storica, visto che si tratta del terzo campionato vinto senza passare per gli spareggi (se si considera anche quello del 1934 a due gironi), dove la squadra ha totalizzato 86 punti, con il miglior attacco (150 gol) e difesa (solo 8 gol subiti). Numeri impressionanti, se si tiene conto del fatto che la squadra è stata costruita dopo il 5 settembre, in attesa di una risposta da parte della Figc.
TIFOSERIA E CONFERME. La tifoseria aquilana, tramite la pagina Facebook “Che vuoi che sia in ogni categoria”, ha ringraziato la squadra e il tecnico, Roberto Cappellacci, «che hanno condotto un campionato impeccabile». E la società, «che nonostante evidenti difficoltà ha mantenuto le promesse». E, salvo complicazioni, appare comunque nella volontà del sodalizio aquilano di confermare lo zoccolo duro della rosa, a partire da mister Cappellacci: una volontà espressa anche dagli stessi tifosi.
GIOVANI. Si punterà anche alla formazione di una Juniores che per problemi di tempo non si è avuta quest’anno, e a puntellare la squadra, con innesti di livello e allo stesso tempo del territorio. Il tecnico di Tortoreto, però, che entra nella ristretta cerchia di allenatori ad aver vinto un titolo al timone dell’Aquila, non si scompone: «Il campionato deve ancora finire, e discorsi sul futuro non voglio farli, perché spetta alla società. Ringrazio la dirigenza e Maurizio Ianni, per la squadra che hanno costruito. Avevamo l’obbligo di vincere il campionato, e sul campo abbiamo dimostrato di essere i più forti».
ALTRE DUE GARE. Mancano due gare, prima del rompete le righe: domenica alle 11, L’Aquila sarà di scena all’Alfredo Cipriani di Raiano contro Bugnara (biglietto 5 euro). L’ultima sarà al Gran Sasso-Acconcia, il 12 maggio, alle 16,30, col San Pelino.
©RIPRODUZIONE RISERVATA