L’Aquila del 1912 nel volume di D’Antonio

L’AQUILA. L’edificio scolastico, il cotonificio Tobler, la fabbrica di ghiaccio, il mattatoio, il laboratorio consorziale per la vigilanza igienica, l’ospedale civico, il locale di isolamento e...
L’AQUILA. L’edificio scolastico, il cotonificio Tobler, la fabbrica di ghiaccio, il mattatoio, il laboratorio consorziale per la vigilanza igienica, l’ospedale civico, il locale di isolamento e osservazione, la stazione di disinfezione, l’acquedotto, il sistema fognario e il camposanto. Sono le novità architettoniche, infrastrutturali e tecnologiche presentate nel 1912 in un album fotografico dal titolo “La città dell’Aquila”, corredato talora di didascalie e note di commento. Un documento inedito rinvenuto dall’architetto, ex dipendente del Provveditorato alle opere pubbliche e profondo conoscitore della storia della città, Maurizio D’Antonio, che lo ha trasformato in un libro: “Aquila, un album fotografico del 1912”.
«Il quadro economico e sociale della città nei primi anni del Novecento non è dei migliori», spiega l’autore nell’introduzione al testo. «La classe politica promuove opere pubbliche, anche a debito, con il duplice scopo di dare lavoro e cercare di adeguare la città urbanisticamente e architettonicamente; cerca di sostenere e agevolare le poche iniziative imprenditoriali che si offrono e che spesso non hanno lunga vita, ma non riesce forse nella più importante opportunità, quella della costruzione di un rapporto diretto con Roma», continua. «Si assiste in questo periodo a una serie di proposte e controproposte frutto dell’ansia del fare, del rinnovare, talvolta estemporanee, inopportune. La città tuttavia si rinnova, cresce sospinta dagli interessi economici, occupando con nuova edificazione le aree libere intramurarie per assumere quella conformazione che il secondo Novecento porterà alle estreme conseguenze. L’album sembra dunque rappresentare un momento di compiacimento da parte di chi lo ha redatto, probabilmente non estraneo all’istituzione comunale, in relazione a quelle che erano le realizzazioni che la città poteva vantare in quegli anni». Trattando i vari argomenti l’autore non manca di soffermarsi sulle vicende storiche legate alle opere illustrate.
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