L’Aquila e la sua storia lezioni «aperte» all’ateneo

Oggi la seconda giornata del seminario promosso da uno studente di filosofia Quindici i docenti in cattedra per raccontare la città, tra passato e presente
L’AQUILA. L’Aquila e la sua storia, un patrimonio da riscoprire dopo la perdita, quella determinata dal sisma del 2009. Fino ad allora bastava una passeggiata per guardare e respirare la storia cittadina. Oggi tutto questo è impossibile, dunque è una necessità recuperare il passato, base imprescindibile per il futuro.
A pensarci è stato Claudio Venarelli, uno studente universitario di San Vincenzo Valle Roveto, all’Aquila dal 2006. Laureando in Filosofia e rappresentante degli studenti uscenti, Venarelli ha organizzato il seminario «L’Aquila tra storia, arte, linguistica e letteratura», cui hanno aderito quindici docenti del dipartimento di Scienze umane. Il seminario, principalmente rivolto agli studenti universitari, è un invito a tutti gli aquilani, a recuperare la memoria della loro storia. Ad aprire i lavori, ieri all’aula magna in viale Nizza, è stato il professore Angelo Russi, con «La romanizzazione dell’odierna area abruzzese». La storia dal medioevo all’età contemporanea è stata protagonista della prima giornata con gli interventi dei professori Maria Rita Berardi, Silvia Mantini e Paolo Muzi. Evento storico a sé è il sisma che cambia radicalmente il territorio aquilano e modifica l’antropologia, temi trattati dalla professoressa Lina Calandra e dal professore Antonello Ciccozzi.
«Gli studenti che arrivano oggi all’Aquila la usano come un fast food», ha detto Venarelli, «del tipo “vengo, studio e me ne vado”, come se la città non esistesse. Il rapporto tra città e università deve cambiare, devono aprirsi a vicenda, ma questo può accadere solo tramite un cambio di mentalità. L’università è strumento di crescita culturale e civile, una ricchezza che deve integrarsi con la città. La nostra storia è ciò da cui partire per un futuro in cui è necessario aprirsi a nuove possibilità. Nei due giorni parliamo di storia, geografia, lettere, archeologia, arte, tutto ciò che ha fatto la storia dell’Aquila».
La seconda giornata, si apre oggi alle 8 con il professore Fabio Redi, «L'Aquila tra mito e dati archeologici: verità e memorie», cui seguono i professori Cristiana Pasqualetti, Michele Maccherini e Liliana Biondi che tratteranno, rispettivamente, di storia dell’arte all’Aquila in età angioina, di arte aquilana nell’età moderna e di arte della scrittura nel Novecento. Dalle 14 i professori Carlo De Matteis e poi Raffaele Morabito parleranno di letteratura medievale e dell’Aquila nei racconti degli scrittori stranieri. Chiude il seminario l’intervento dei professori Francesco Avolio e Giovanni De Gasperis (ore 16) «Le culture dialettali e i diversi modi di documentarle».
«Gli aquilani hanno un forte sentimento della loro identità e della loro storia, non sempre visibile all’esterno», ha detto il prorettore con delega alla cultura, Alfio Signorelli, «pertanto l’iniziativa, nata dagli studenti, può servire per i fuori sede per rendersi conto dello spessore storico del luogo in cui vengono a studiare».
Barbara Bologna
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