L’Aquila e Pavia, amicizia rinnovata

4 Ottobre 2019

Le città, unite nel post-sisma, fianco a fianco grazie a un’iniziativa editoriale 

L’AQUILA. Una strada che diventa il ponte tra due città. Dieci anni fa, subito dopo il terremoto, il Comune e la Provincia di Pavia avevano contribuito a ricostruire una strada tra Fossa e Ocre. Quell’intervento, che ha aiutato le popolazioni del territorio a non rimanere isolate, è stato il filo conduttore della presentazione, a Palazzo Fibbioni, dei due volumi “Pavia, le 100 Meraviglie (+1)” e “L’Aquila, le 100 Meraviglie (+1)”, editore Typimedia- CommunityBook. L'autrice del libro sull’Aquila è Monica Pelliccione. A rappresentare Pavia alcuni dei protagonisti di quei giorni convulsi, a partire dal vicesindaco dell’epoca diventato in seguito ministro per il Turismo, Gian Marco Centinaio, arrivato in città insieme all’assessore alla sicurezza del Comune di Pavia Pietro Trivi. Al tavolo dell’incontro, moderato da Giorgio Paravano, anche l’autore delle foto Fabio Muzzi e Luigi Carletti per la casa editrice.
Nell’incontro con le autrici dei libri, Monica Pelliccione e Raffaella Costa, alla presenza dell’assessore al Turismo del Comune dell’Aquila, Fabrizia Aquilio, la delegazione di Pavia ha portato i saluti dell’ex sindaco Alessandro Cattaneo e del presidente della Provincia Vittorio Poma.
Proprio l’assessore Trivi, nel 2013, era intervenuto all’inaugurazione della strada di collegamento tra Fossa e Ocre – la strada comunale detta “Tra le Querce” – realizzata grazie alla donazione post-sisma del Comune di Pavia. Un incontro che ha avuto anche un retroscena inaspettato, per la presenza di Luigi D’Eramo, parlamentare aquilano fresco di nomina come nuovo responsabile della Lega in Abruzzo, arrivato in sala e accolto dagli abbracci degli attivisti. La collana editoriale “Le Meraviglie d’Italia”, di cui fanno parte i volumi dedicati a L’Aquila e Pavia, nasce con l’obiettivo di far conoscere paesaggi e particolari che spesso sfuggono.
Centinaio ha dedicato un pensiero all’Aquila. «Una città viva, che ha voglia sempre più di rinascere e vuole lasciarsi alle spalle la cicatrice importante, indelebile, ma che non dev’essere un freno e un limite, ma punto di partenza. Una città dove c’è voglia di cultura, turismo, di essere la capitale dell’Abruzzo non solo per quello che è successo, ma per quello che sarà».(r.p.)
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