L'Aquila, i familiari delle vittime: "Bertolaso va processato"

L'avvocato di parte civile Wania Della Vigna si oppone per la terza volta alla richiesta di archiviazione dell'ex capo della Protezione civile formulata dalla Procura generale
L'AQUILA. Per la terza volta, gli avvocati delle famiglie delle vittime del sisma dell'Aquila che si sono costituite parte civile nel processo alla Commissione Grandi Rischi si oppongono alla richiesta di archiviazione nei confronti dell'ex capo dipartimento della Protezione civile Guido Bertolaso, indagato con le accuse di omicidio colposo e lesioni colpose in un processo parallelo a quello principale.
Il primo processo ha già superato due gradi di giudizio, con sette condanne degli esperti dell'organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio in primo grado e sei assoluzioni in appello; è stato depositato lo scorso 13 marzo il ricorso in Cassazione contro le assoluzioni. Dopo le prime due richieste di archiviazione, effettuate dal sostituto procuratore della Repubblica Fabio Picuti, entrambe non accolte dal gip, Giuseppe Romano Gargarella, il fascicolo è stato avocato dalla procura generale della Repubblica e affidato a Romolo Como. Quest'ultimo ha svolto ulteriori indagini e alla fine ha diviso la posizione di Bertolaso in due filoni, chiedendo il processo per le 13 vittime del sisma per la cui morte è stato condannato in appello l'ex vice di Bertolaso, Bernardo De Bernardinis; l'archiviazione per altre 16 persone per la cui morte De Bernardinis è stato invece assolto.
Oggi, con il primo deposito dell'avvocato teramano Wania Della Vigna, è cominciata la nuova sfilza di opposizioni che dovrebbero seguire con altri legali. Il gip Gargarella avrà a disposizione tre strade: archiviare come chiesto dalla procura, rigettando i ricorsi; disporre l'imputazione coatta, ossia obbligare il pm a processare Bertolaso anche se il pm non è d'accordo; oppure disporre ulteriori indagini.

