L'Aquila, in fumo ad Aragno alberi piantati 60 anni fa

Anche ieri nella pineta della frazione lanci da elicotteri e Canadair. «Mezzi fermi nei garage»: interrogazione della Pezzopane
L’AQUILA. Una piantagione vecchia di 62 anni andata completamente distrutta. A quella guardano in continuazione, seduti nella piazza del Monumento di Aragno i più anziani della piccola frazione aquilana. Le operazioni di spegnimento dell'incendio doloso divampato martedì tra le 10 e le 12 sono continuate ieri sotto gli occhi vigili dei residenti. La pineta nella quale hanno lavorato anche tanti di loro da ragazzi, non c'è più. Lo dicono dispiaciuti, fronte aggrottata e occhi puntati sulla montagna che separa Aragno da Assergi. Bruciati circa 100 ettari di bosco. «Eravamo seduti qui in tre o quattro amici, e ho notato il fumo alzarsi», racconta Oindo, 76 anni, che per primo si è accorto che il sottobosco stava bruciando. «Ho chiamato subito il maresciallo di Assergi. Al rimboschimento di quella pineta ho lavorato anche io a 16 anni» Gli fa eco Antonio: «Stanotte non si poteva respirare per il fumo intenso e acre. Non è la prima volta che divampa un incendio in questa parte di montagna: è successo almeno 4 volte negli ultimi anni». Operazioni per lo spegnimento delle fiamme sono andate avanti per tutta la giornata di ieri, con i due canadair arrivati da Genova e i tre elicotteri dei carabinieri-forestali. Durante la notte è rimasto un presidio di soccorsi. Soltanto nel pomeriggio a dare manforte ai mezzi aerei (che hanno eseguito passaggi con sgancio di acqua ogni 8-10 minuti) sono intervenuti anche uomini da terra, in quanto le operazioni di bonifica in una zona così impervia non sono state facili. Sul posto anche la Protezione civile comunale. I Canadar si riforniscono al lago di Campotosto, mentre gli elicotteri tramite una cisterna posizionata al campo sportivo poco distante dal centro abitato, presidiato dai volontari della Pivec dell'Aquila.
Sulla vicenda interviene la senatrice Stefania Pezzopane. «Sto presentando», dichiara, «un'interrogazione parlamentare sulla vicenda delle autobotti ferme nel garage del Corpo Forestale, mentre brucia ancora il vicino bosco di Aragno. Da notizie di stampa e da quanto sono riuscita a sapere da fonti interne, pare che gli automezzi (3 per alcune fonti, 5 per altre) siano stati acquistati dal ministero dell'Ambiente e che siano ancora da destinare ai parchi. Ma è bene sapere perché siano lì e per quale motivo non siano ancora in dotazione ai parchi, voglio sapere se qualcuno non ha fatto il proprio dovere, se c'è stata distrazione, superficialità o peggio. È per questo che ho rivolto un'interrogazione al ministro Galletti per sapere se siano fondate queste informazioni, per quale motivo le autobotti siano ancora ferme».
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