L’Aquila, la speranza nelle vecchie glorie

Di Carlo, Ghizzoni, Ponzi, Zingarelli e Sorrentino: noi e altri ex siamo pronti a entrare in società con 20-30 consiglieri
L’AQUILA. Scendono in campo i vecchi (si fa per dire) campioni dell’Aquila Rugby. E in settimana si potrebbe concretizzare quello che è sempre stato un sogno dell’ambiente aquilano della pallaovale: l’ingresso in società degli ex campioni d’Italia neroverdi, da Fulvio Di Carlo a Serafino Ghizzoni, da Ennio Ponzi a Riccardo Zingarelli e Gabriele Sorrentino. Ex azzurri, ex tricolore. Si sono già incontrati e hanno parlato, tra loro e con l’amministratore delegato dell’Aquila Rugby Club, Luigi Fabiani, subito dopo la partita vinta dai “ragazzini” neroverdi domenica contro la Primavera Roma. Una vittoria all’ultimo respiro, una folata di vento che ha spinto Marcello Angelini oltre quella linea che L’Aquila aveva cercato di superare per tutto il secondo tempo, rinunciando anche a due calci di punizione facili facili. Ma i neroverdi hanno giocato alla roulette. Ed è andata bene, anche se all’ultimo secondo.
«Ci siamo commossi, per quello che hanno fatto i ragazzi, ma non si può vedere L’Aquila Rugby ridotta così. Vogliamo scendere in campo noi, ora, da dirigenti», dice Fulvio Di Carlo.
«Non ci vedevamo da tempo, anche se abitiamo all’Aquila, ma è bastata una parola, uno sguardo e ci siamo subito intesi sul rimboccarci le maniche e dare una mano», afferma Serafino Ghizzoni, uno dei simboli del rugby aquilano, insieme a Massimo Mascioletti. «Voglio fare un appello alla città», aggiunge Di Carlo, «a stringersi intorno a questa squadra e a questa società. È la nostra cultura, la nostra storia, non può morire. Questi ragazzi, che hanno giocato due partite, vincendole, hanno dimostrato a tutti che con la volontà e il cuore si può fare. Ecco, diciamolo come slogan: “Si può fare...!”».
«Ho parlato con loro, con le vecchie glorie, chiamiamole così – ma sono in perfetta forma – e sono disponibili a tirare dentro anche altri ex giocatori», dice l’ad Luigi Fabiani. «C’è un problema: gli imprenditori non vogliono dare i soldi alle “solite facce”. Ebbene, ci mettiamo da parte, lasciamo campo libero agli ex giocatori».
«I soldi, se non vogliono darli a noi, li possono consegnare ai Garanti», riprende Ghizzoni. «Non siamo soltanto noi, coinvolgeremo anche altri ex giocatori della gloriosa L’Aquila Rugby. Si può fare anche una società con 20-30 consiglieri. L’importante è che risponda anche la città». Il freno per gli imprenditori è il debito rilevato dal Comitato dei garanti, di 940mila euro. «Il debito è la metà, non è quella cifra», sostiene Fabiani. «E poi l’ostacolo è facilmente aggirabile, perché con gli sponsor si può pagare il debito – il piano di rientro c’è – e con altri soldi si porta avanti la gestione del campionato».
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