L’Aquila ospiterà la Casa delle tecnologie emergenti

28 Dicembre 2020

L’AQUILA. «L’Aquila ospiterà la Casa delle tecnologie emergenti». A darne l’annuncio sono il sindaco, Pierluigi Biondi, e l’assessore Carla Mannetti. Il capoluogo d’Abruzzo, infatti, è tra le cinque...

L’AQUILA. «L’Aquila ospiterà la Casa delle tecnologie emergenti». A darne l’annuncio sono il sindaco, Pierluigi Biondi, e l’assessore Carla Mannetti. Il capoluogo d’Abruzzo, infatti, è tra le cinque città selezionate dal ministero per lo Sviluppo economico (insieme a Torino, Roma, Prato e Bari) ammesse al finanziamento per l’istituzione di un centro di trasferimento tecnologico che ha il compito di supportare progetti di ricerca e sperimentazione. «Ammonta a 4 milioni lo stanziamento con cui è stata premiata la proposta progettuale messa in campo dall’amministrazione comunale in collaborazione con importanti partner istituzionali, come Università, Gssi, Zte, Cnr e Cuiem, consorzio universitario di economia industriale e manageriale», spiegano sindaco e assessore. «L’Aquila, preferita a realtà importanti come Milano o Genova, si conferma quale centro nevralgico di sperimentazioni e innovazione, in cui elementi come formazione e conoscenza, ma anche cultura e bellezza, sono perfettamente calibrati e caratterizzano il percorso di sviluppo del territorio. La proposta della Casa delle tecnologie emergenti è incardinata nell’ambito dell’asse “Innovazione” della Carta dell’Aquila».
Sulla questione interviene il capogruppo del Pd Stefano Palumbo: «In un momento di grande incertezza e di profonde trasformazioni che la pandemia sta determinando sulla nostra società, è di straordinaria importanza la notizia che vede L’Aquila tra le 5 città selezionate dal ministero per lo sviluppo economico, tra quelle che hanno sperimentato la tecnologia 5G, per ospitare un centro di trasferimento tecnologico con il compito di supportare progetti di ricerca e sperimentazione delle tecnologie emergenti. Un riconoscimento importante che conferma la bontà della strategia di rilancio socioeconomico elaborata nell’immediato post sisma. Un risultato che parte da lontano e che in realtà arriva in ritardo e in misura ridotta rispetto alle aspettative iniziali. Erano infatti ben 60 i milioni stanziati inizialmente con delibera Cipe dal governo Gentiloni a fronte degli attuali 25 milioni di euro».
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