L'Aquila, peculato e concussione, nei guai funzionario dell'Agenzia delle Entrate

25 Settembre 2015

Secondo la Guardia di Finanza avrebbe intascato il denaro delle pratiche di accatastamento e concusso un professionista. Il dipendente infedele sospeso dall'ufficio per 12 mesi

L'AQUILA. Si appropriava delle somme di denaro riscosse per le pratiche di accatastamento: per questo un funzionario dell'Agenzia delle Entrate dell'Aquila è stato denunciato e sospeso per 12 mesi dalle funzioni. A carico del pubblico dipendente "infedele" la Guardia di Finanza che ha condotto le indagini e che stamani ha notificato il provvedimento emesso dal Gip, è stato eseguito un sequestro preventivo per un importo pari a 6.900 euro. Oltre all' appropriazione, dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica dell'Aquila, è emerso che l'indagato aveva costretto un professionista a consegnargli, nel periodo dal gennaio del 2011 al novembre del 2014, la somma complessiva di 5.500 euro per la registrazione di 100 pratiche edilizie secondo un preciso tariffario che teneva conto della tipologia degli immobili da accatastare. Il concusso, per evitare intoppi aveva dovuto infatti consegnare al funzionario 50 euro in più, oltre al tributo dovuto, per ogni pratica relativa ad unità immobiliari singole e 100 euro in più se la pratica riguardava più unità.

Al pubblico funzionario, responsabile del servizio Documenti Catasto Fabbricato dell'Agenzia delle Entrate - Ufficio Provinciale di L'Aquila Territorio, vengono contestate le ipotesi di reato di peculato e concussione. Il provvedimento giudiziario arriva al termine di un'indagine avviata nel gennaio scorso dai finanzieri del capoluogo abruzzese a seguito di alcune anomalie riscontrate e segnalate e denunciate agli Uffici del locale Nucleo Polizia Tributaria, dall'Agenzia delle Entrate con riferimento ad operazioni svolte da un proprio funzionario. Le investigazioni hanno permesso di appurare «la commissione di gravi e reiterate condotte illecite da parte del responsabile del servizio catasto fabbricati dell'Agenzia delle Entrate dell'Aquila». Il funzionario, avendo in ragione dell'incarico ricoperto la disponibilità di somme di denaro derivanti dal pagamento dei tributi per le pratiche catastali di nuovo accatastamento delle proprietà immobiliari o per variazioni catastali di edifici già esistenti, si appropriava della somma complessiva pari ad euro 1.400 omettendone il versamento all' Erario e consegnando, per ricevuta, agli ignari presentatori delle istanze (di accatastamento) quietanze relative a pratiche di anni precedenti. Le indagini condotte attraverso l'attento e capillare esame del carteggio e anche con testimonianze, facevano inoltre emergere gravi episodi di concussione. «L'operazione di servizio appena conclusa testimonia la particolare attenzione riservata dal Corpo della Guardia di Finanza alla lotta all'illegalità nella pubblica amministrazione che, come noto, altera le regole della sana competizione tra imprese, danneggia gli operatori onesti facendo lievitare il costo dei servizi pubblici», recita una nota della Guardia di Finanza.