L'Aquila, peculato: Santariga assolto in tribunale

Scagionato l’ex provveditore interregionale alle Opere pubbliche: ha usato in modo lecito le auto che aveva a disposizione
L’AQUILA. Non doveva essere arrestato e nemmeno processato: ieri l’ex provveditore interregionale aggiunto alle opere pubbliche, Giancarlo Santariga, di Tagliacozzo, è stato assolto in tribunale con la più ampia delle formule da peculato, un’accusa pesantissima per un dirigente pubblico. Il pm David Mancini aveva chiesto la condanna a tre anni e due mesi di reclusione ma una breve camera di consiglio ha ridato dignità a Santariga: «il fatto non sussiste».
E a nulla è servito il cambio di imputazione in «corso d’opera» da concussione a peculato operato qualche mese fa . Del resto uno degli avvocati dell’ex dirigente, parlando di questa inchiesta di Procura e Finanza, la definì un «abbaglio giudiziario» e le risultanze vanno decisamente in quella direzione.
La prima accusa, quella caduta quasi subito, fu quella di concussione. Il dirigente avrebbe chiesto auto e benzina a una ditta vincitrice dell'appalto per la costruzione della caserma della Guardia di finanza a Pescara, la romana Prismo Universal Italiana: le richieste sarebbero giunte direttamente al direttore tecnico e responsabile dell'azienda che aveva lavorato anche sul centro smistamento merci della Marsica, Agostino Bertoni. Il quale, però, durante un interrogatorio, non confermò atteggiamenti ricattatori e la concussione cadde rovinosamente.
La Procura mise in atto il «piano B» e Santariga si ritrovò a doversi difendere da peculato. Secondo la nuova imputazione, dunque, Santariga, avendo, in ragione del suo ufficio, la disponibilità di tre Lancia Delta, le avrebbe utilizzate continuativamente a scopi prevalentemente personali nel periodo compreso tra maggio 2009 e ottobre 2011. I casi in questione sarebbero stati tre.
Ieri, nel corso del processo, l’avvocato di Santariga, Giovanna Corrias Lucente del Foro di Roma, ha dimostrato come tutti i movimenti di Santariga rientravano nei suoi compiti istituzionali e, inoltre, ha presentato al collegio, presieduto da Giuseppe Grieco, altre sentenze assolutorie che fanno riferimento a casi giudiziari analoghi. Tutte le attività dell’ex dirigente si sono quindi svolte all’interno delle previsioni contrattuali. «Finalmente è stata fatta giustizia», ha commentato Santariga dopo avere assistito alla lettura della sentenza di assoluzione.
Ora, però, occorre verificare se il pm, una volta rese note le motivazioni dell’assoluzione da parte del collegio, riterrà di fare ricorso in appello contro questa decisione.
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