L’Aquila Rc, c’è una speranza

5 Ottobre 2017

Il sindaco Biondi si fa consegnare dalla Polisportiva i nulla osta e garantisce sulla parola

L’AQUILA. La Polisportiva L’Aquila rugby ha messo in chiaro, in una lunga conferenza stampa nella club house di Centi Colella, alla presenza dell’intero consiglio di amministrazione della gloriosa società neroverde, la sua posizione in relazione alle vicende che stanno coinvolgendo L’Aquila Rugby Club. La società, che milita in serie A, domenica scorsa ha rinunciato a scendere i campo nella prima di campionato al Fattori contro Prato Sesto, per mancanza di giocatori e di soldi, a fronte del debito di 940 mila euro riscontrato dal Comitato dei garanti. Nell’assemblea spontanea di martedì, sono stati raccolti appena 3.500 euro per L’Aquila Rc.
Ieri pomeriggio, intorno alle 14.30, la svolta: il sindaco Pierluigi Biondi ha chiamato l’intero consiglio della Polisportiva a Palazzo Fibbioni e si è fatto consegnare le tessere e i nulla osta dei giocatori che passeranno alla Rugby Club per permettere alla squadra di giocare, domenica, la seconda di campionato, il derby a Villa Sant’Angelo contro la Gran Sasso. Nessuno degli atleti, comunque, viene ceduto a titolo definitivo. La Polisportiva, infatti, per ora ha accantonato le rivalse sul credito che vanta nei confronti della Rugby Club di 210 mila euro (è in atto un lodo in Federazione). Successivamente, sempre a Palazzo Fibbioni, il dg dell’Aquila Rc, Luigi Fabiani, ha ritirato la documentazione per il tesseramento dei giocatori. «Non ho preso in consegna né assegni, né cambiali», spiega il sindaco, «ma l’impegno morale che L’Aquila Rugby Club ottemperi a quanto pattuito: adesso ci sono le condizioni perché la stagione dei neroverdi parta. A questo punto rivolgo un appello alla città e alle forze imprenditoriali, perché si stringano attorno a un simbolo di questa terra che, seppure tra mille difficoltà, ha iniziato un percorso che andrà sostenuto fino alla fine del campionato».
Un impegno, quindi, della durata di una stagione. Ma è come dire che vengono curati i “sintomi”, ma non la “causa” del male. E la malattia ha un febbrone da 940 mila euro. Non solo, ma nella conferenza stampa di ieri mattina della Polisportiva, dove erano presenti ex giocatori che hanno contribuito a fare la storia del rugby aquilano, come Paolo Mariani, Valerio Zaccagno, Nicola Caporale – tutti nazionali – ora componenti del consiglio direttivo, e il presidente della Old Rugby, Luigi “Giggino” Scipioni, che della Nazionale è stato anche capitano, molti si sono posti questa domanda: se L’Aquila Rc non ha 20mila euro da dare alla Polisportiva, dove prenderà i soldi per il campionato? Il presidente Vincenzo De Masi, con i consiglieri Francesco Cecco Peppe Aloisio, Antonio Simeoni, Luigi Cerroni, Bruno Peretti, Antonio Nardantonio, Gianni Tivoli, Alessandro Marozzi, Angelo Cora e Alessandro Vicini (era presente il papà Giancarlo), hanno ribadito le tappe della vicenda, alla presenza dell’assessore allo Sport, Alessandro Piccinini, scrollandosi di dosso l’etichetta che qualcuno voleva appiccicare loro di «voler affondare il rugby aquilano». «La morte di Mauro Zaffiri è stata una doppia tragedia, perché lui è stato l’unico che, poco prima di andarsene, ha voluto un incontro con noi, per iniziare un rapporto di collaborazione che noi stiamo cercando da anni», dice De Masi. «Non volevamo affossare il rugby aquilano tanto è vero che nel derby dello scorso anno tra L’Aquila e la Gran Sasso, tra campo e panchina nelle due squadre c’erano 25 giocatori provenienti dalla nostra Polisportiva. La gente deve capire che la nostra società è la storia del rugby aquilano, iniziata nel 1936. La nostra attività giovanile fornisce talenti da sempre». «L’Aquila 1936 ha avuto 5 anni di vita», sottolinea Aloisio, «la Rc 3: noi a novembre festeggeremo i 70 anni di storia. Se avessimo voluto far fallire L’Aquila Rc, avremmo richiesto prima i 210 mila euro e storia chiusa. Se stiamo qui a lasciar andare i nostri giocatori, fidandoci solo della parola del sindaco – infatti non ci sono garanzie di alcun tipo – è perché vogliamo bene a questo sport e a questi colori».
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