L’Aquila riabbraccia il cuore degli alpini

7 Settembre 2018

Tre giorni per commemorare il Battaglione e sfilata nel centro che rinasce. Coinvolti gli studenti delle superiori

L’AQUILA. La basilica di Collemaggio sarà il cuore del terzo raduno alpino “Ricordando il Battaglione L’Aquila” che si svolgerà in città il 14, 15 e 16 settembre. La scelta di Collemaggio non è stata casuale. La basilica, riaperta alla fine del 2017, è già tornata a essere protagonista in occasione della recente Perdonanza. Anche gli alpini, dal luogo in cui oltre settecento anni fa fu incoronato Papa Celestino V, vogliono mandare «un messaggio di pace e di fratellanza».
IL COMITATO. L’evento che porterà in città migliaia di persone è stato presentato ieri mattina nella sala consiliare “Tullio de Rubeis”, l’indimenticato sindaco artefice della “rifondazione” della Perdonanza nel 1983. Ed è stato il figlio di Tullio, Gian Paolo de Rubeis, presidente del comitato organizzatore, a illustrare i tre momenti cardine che caratterizzeranno il raduno. «Il primo», ha detto de Rubeis, «è l’aver coinvolto i ragazzi delle classi quinte delle scuole superiori della città. Sono i diciottenni di ora, nati nel 1999, che rivolgono lo sguardo a quei ragazzi del 1899 che furono protagonisti nelle battaglie decisive del conflitto mondiale. A essi sarà dedicata la giornata inaugurale con la premiazione del concorso dedicato alla memoria di Salvatore Robustini. Il secondo», ha continuato il presidente, «è la partecipazione all’evento delle Associazioni combattentistiche in rappresentanza di tutti i militari che presero parte alla Grande Guerra. Il terzo», ha concluso, «è che sfileremo lungo il centro storico per ammirare la città che sta rinascendo dopo il sisma del 2009». Alla presentazione, coordinata dal responsabile per la comunicazione Massimo Alesii, sono intervenuti il presidente del consiglio comunale Roberto Tinari e il sindaco Pierluigi Biondi che hanno ribadito il forte legame della città con le penne nere, legame storico ma che è diventato ancora più forte in occasione del terremoto quando gli alpini sono stati protagonisti nell’opera di soccorso.
SEZIONE ABRUZZI. Il presidente dell’Associazione nazionale alpini, sezione Abruzzi, Pietro D’Alfonso (che era affiancato dal consigliere nazionale Antonello Di Nardo), ha ventilato la possibilità che il prossimo anno il raduno possa diventare sezionale e quindi coinvolgere tutto l’Abruzzo e ha rilanciato una proposta fatta dal giornalista Fulgo Graziosi sul periodico delle penne nere abruzzesi di riportare (dopo quella del 2015) l’adunata nazionale all’Aquila in occasione della 99esima edizione (99 è un numero che caratterizza fortemente la storia cittadina) e cioè nel 2026 quando la città, si spera, dovrebbe essere in gran parte ricostruita.
NONO REGGIMENTO. Il comandante del Nono Reggimento alpini, colonnello Marco Iovinelli ha sottolineato il fatto che «la terza edizione del raduno assume un particolare significato per il Nono alla luce della concessione alla Bandiera di Guerra del reggimento di una Croce d’Argento al Merito dell’Esercito decretata dal ministro della Difesa per l’opera di soccorso prestata dal reparto in favore delle popolazioni del Centro Italia colpite dagli eventi sismici avvenuti fra il 2016 e il 2017».
IL COMUNE. Il presidente del consiglio Tinari ha voluto consegnare le chiavi della città al generale di Brigata Giuseppe Di Giovanni al vertice del comando militare esercito “Abruzzo” per quanto i militari hanno fatto nel post sisma. Un saluto Tinari lo ha rivolto a tutti i rappresentanti delle forze armate e delle forze dell’ordine e in particolare al generale Raffaele Suffoletta responsabile Asso-Arma dell’Aquila e al cappellano militare padre Fabrizio Ciampicali. La medaglia commemorativa del raduno è stata ideata da Carlo Iorio e realizzata da Massimo Della Morte, mentre il manifesto è opera di Duilio Chilante.
IL CONCORSO. Nel corso della presentazione è stato reso noto il nome della studentessa vincitrice del concorso “Salvatore Robustini”. Si tratta di Ilaria Gasbarri della classe 5ª del Liceo linguistico “Cotugno” che ha scritto fra l’altro: “A proposito dei coraggiosi ragazzi del 1899 bisogna avere cura delle prove materiali del loro operato e dei loro meriti e tenere vivo il loro ricordo e il loro desiderio, quello di un’Italia pacifica, prospera, in cui ciò che è stato piantato, venga raccolto e curato dai nuovi ragazzi del ’99”.
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