L’Aquila saluta il suo campione Folla a Collemaggio per Ponzi

30 Marzo 2023

Sulla bara la maglietta neroverde e le foto degli anni d’oro degli scudetti e dei record in nazionale In chiesa tanti compagni e i pazienti che curava da medico. Don Carmelo: «Aiutava tutti, in ogni modo» 

L’AQUILA. La bandiera neroverde sulla bara, insieme a due foto, una maglietta dell’Aquila rugby e una dell’Avezzano rugby. E intorno centinaia di persone, arrivate nella basilica di Collemaggio per dare l’ultimo saluto a Ennio Ponzi, uno degli atleti più forti e importanti tra i tanti protagonisti dell’epopea della palla ovale aquilana e italiana tra gli anni ’70 e ’80.
Ennio Ponzi se ne è andato due giorni fa all’età di 72 anni, lasciando un vuoto enorme nel rugby italiano. Aveva infatti giocato con i neroverdi dell’Aquila, con cui ha vinto due scudetti consecutivi e giocato 193 partite, con 1.121 punti realizzati. Poi aveva giocato anche con i bianconeri dell’Algida Roma. I compagni di quest’ultima lo hanno ricordato nei giorni scorsi pubblicando una foto di Ponzi insieme a un altro grande atleta, scomparso nel 2020, Pierluigi Camiscioni, anche lui passato dall’Aquila alla Roma. Come capita spesso quando si ha a che fare con autentici campioni, gli straordinari meriti dello sportivo, i record, passano in secondo piano se si osservano i meriti dell’uomo.
Ma Ponzi era anche medico. Dopo la laurea in Medicina all’Aquila e la specializzazione in Ortopedia nella Capitale, ha lavorato per anni come medico di base a Tornimparte, collaborando anche con un centro medico in qualità di ortopedico. Un «buon samaritano»: così lo dipinge don Carmelo Pagani Le Rose nella sua omelia, nel corso della messa officiata insieme a don Luigi Abid Sid. «Aiutava tutti, in ogni modo possibile», racconta don Carmelo, «si è sacrificato senza sosta quando ha dovuto aiutare la moglie nella sua malattia, e poi aveva sempre una parola di conforto per gli altri anche quando a subire la malattia era lui stesso».
All’uscita, a portare la bara, gli amici carissimi di un tempo, i compagni di quella squadra formidabile, imbattibili in campo e amici fraterni nella vita. Fuori della chiesa ognuno ha un ricordo, un aneddoto. Con Serafino Ghizzoni, altro straordinario atleta, condivideva la passione per la moto. Ennio aveva una velocissima Kawasaki, è c’è chi ricorda di aver partecipato, abbarbicato sul sedile posteriore, a quelle corse a velocità folli.
Dopo i tanti messaggi di cordoglio, la folla si è stretta intorno ad amici e familiari. Ennio Ponzi lascia la moglie Donatella e il figlio Alessio, anch’egli giocatore di rugby nell’Isweb Avezzano Rugby con il ruolo di flanker.
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