L’Aquila sperimenta la nuova fibra ottica

30 Maggio 2019

Presentato all’Università il progetto della giapponese Sumitomo. I cavi passeranno nei sottoservizi

L’AQUILA. Sarà L'Aquila la prima città al mondo a sperimentare una nuova generazione di fibra ottica super veloce, nata nel laboratorio di una grande azienda giapponese, la Sumitomo, multinazionale nipponica che ha scelto il capoluogo abruzzese grazie alla presenza dello smart tunnel dei sottoservizi per attuare e sperimentare un prodotto realizzato sinora soltanto a livello di sistema. La nuova fibra è in grado di far viaggiare – detto molto semplicemente – i dati a una velocità maggiore di qualsiasi altro tipo di fibra ottica esistente al mondo, moltiplicando di 10-15 volte la velocità di percorso dei dati rispetto alle fibre attualmente in uso. Il risvolto positivo nella vita quotidiana è davvero sorprendente, in quanto permette di aiutare a risolvere, ad esempio, il problema dei cavidotti saturi in un momento storico in cui la domanda di fibra è aumentata in maniera inattesa e straordinaria.
A parlarne è stato ieri il docente di Telecomunicazioni dell'Università dell'Aquila Fabio Graziosi, che segue anche l'implementazione del 5 G in città, nel corso della giornata “L'Aquila guarda al futuro: l'ingegneria al servizio della vita”, che si è tenuto all'Aula magna del polo universitario di Roio. I 5 km di percorso sono stati già individuati e sono pronti all'inaugurazione, giovedì 6 giugno, alla presenza probabilmente anche d'importanti autorità giapponesi: si tratta di un anello che parte e torna a Palazzo Camponeschi, passando per la Villa Comunale. «Abbiamo messo insieme un risultato modello: all'Aquila nascerà uno dei quattro laboratori nazionali specifici», ha detto Graziosi, il quale ha ricordato che oltre alla presenza dello smart tunnel, a convincere l'azienda giapponese è stata anche la presenza all'interno dell'Ateneo di un gruppo di ricerca d'eccellenza nel campo delle fibre ottiche. Un pomeriggio ricco di eventi quello di ieri, tra riflessione scientifica e tecnica, formazione, arte e musica. L'ingegnere e artista Davide Cavuti, regista e compositore delle opere di grandi attori italiani, ha presentato il suo ultimo libro “Le Vite” (S.L. Editore), che fa parte del “Progetto Vitae”, dedicato alle terre colpite dal sisma.
Nella seconda parte della giornata, dopo la lezione scientifica del direttore del Diceaa (Dipartimento d'Ingegneria civile, edile-architettura, ambientale), Angelo Luongo, dal titolo: “L'ingegneria strutturale oggi: tra razionalismo, empirismo e intelligenza artificiale”, si è fatto un focus sullo stato dell'attuazione del tunnel dei sottoservizi. Tra gli interventi, quello del vicepresidente dell’Asse centrale scarl che realizza l'opera, Gianni Frattale.
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